GTS nel vocabolario Porsche sta per Gran Turismo Sport. È una sigla che risale al lontano 1963, quando la Porsche lanciò sui circuiti la 904 Carrera GTS, una berlinetta disegnata da “Butzi” Porsche in persona per battersi nelle gare di durata sfruttando leggerezza ed agilità, e che nel 1964, grazie a quelle qualità, vinse la mitica Targa Florio. Da allora la sigla GTS è entrata nella storia Porsche.

E ha sempre identificato i  modelli più sportivi e dinamici della gamma di Stoccarda, al di sopra le varie “Carrera” e “S” ma appena un gradino al di sotto della versione più estrema di solito battezzata col nome “turbo”. Un tempo le GTS erano soltanto le coupé e le spider, prima del modello 924 poi della famiglia 911. Ma da quando il successo commerciale Porsche è legato soprattutto agli Sport Utility, c’è una versione GTS anche per Cayenne e Macan. Ma quest’ultima adesso cambia faccia.

Nuova fuori e dentro 

La Macan GTS è stata profondamente rinnovata sia esteticamente che meccanicamente: arriverà sul mercato nelle prossime settimane e monta un nuovo motore V6 2,9 litri biturbo che eroga 380 cavalli. Abbiamo avuto l’occasione di provarla in anteprima sulle strade del Portogallo che per la loro conformazione sembrano il terreno ideale per questa Macan GTS che è una granturismo veloce da uso misto. La Macan GTS si inserisce nella gamma fra il modello S (che ha 350 cv) e la versione Turbo Performance da 440 cv.  Avendo ormai Porsche abbandonato il motore diesel per la Macan, la GTS diventa la scelta più adatta fra le motorizzazioni a benzina. Con i suoi 380 cavalli appare davvero il compromesso giusto per chi vuole un SUV agile, brillante in accelerazione e veloce nel misto guidato.

Al volante

Permette di togliersi grandi soddisfazioni al volante anche perché la GTS, grazie al sistema PASM (Porsche Active Suspension Manager), di serie su questo modello e ad un assetto ribassato di 10 mm rispetto alle altre Macan, riesce a comportarsi brillantemente nelle curve e non manifesta l’abituale tendenza dei SUV al rollìo e al dondolamento in curva. Oltretutto nella funzione Sport il pilota riesce ad abbassare ulteriormente l’assetto di altri 15 mm. La Macan GTS monta anche cerchi da 20” di serie di sezione oltretutto differenziata fra anteriore e posteriore nonostante abbia la trazione integrale. Al contrario, anche nella guida sportiva, rimane piatta rispetto al terreno, con le ruote sempre perfettamente aderenti.

Nelle strade portoghesi abbiamo apprezzato l’eccellente dinamica di guida esaltata soprattutto dalla coppia brillante di questo propulsore biturbo per cui Porsche è ricorsa alla medesima soluzione usata da Mercedes in F1: i due turbocompressori non sono all’esterno delle bancate dei cilindri, come avviene normalmente sulla maggior parte dei sovralimentati, ma sono infossati dentro la V dei cilindri. Questo ha permesso di ottenere condotti di alimentazione e di scarico molto più corti riducendo così inerzie e ritardi di risposta.

Il V6 biturbo

A dimostrazione di questo è significativa non tanto la potenza massima (380 cavalli) quanto la coppia vigorosa del V6 biturbo della Macan GTS che sviluppa ben 520 Nm già a soli 1.750 giri/minuto. Questo significa che la GTS mostra un’elasticità e una spinta prontissima ogni volta che si schiaccia sull’acceleratore. I rilevamenti cronometrici confermano queste impressioni: la Macan GTS accelera da 0 a 100 km/h in soli 4”7, 3 decimi meglio del vecchio modello, e tocca una velocità di punta di 261 km/h.

E non temete: con la GTS non vi confonderete con le altre Macan “normali”: una delle caratteristiche della gamma GTS è proprio di avere un look differente dalle altre Porsche. Fra questi le finiture nere sulla carrozzeria. Sono neri gli spoiler, le prese d’aria, i cerchi da 20”, sono anneriti i fari a led posteriori ed è nera anziché argento anche la scritta Porsche sulla coda. Dentro invece l’esclusiva, fra le altre cose, è data da un elemento che il pilota avrà sempre sott’occhio: il contagiri nel cruscotto che è a fondo rosso. Unico in tutta la gamma Porsche.