Guidare una Ferrari non sarà mai una cosa normale: piuttosto, un privilegio. Guidare la Ferrari Roma, va oltre. Se poi c’è l’opportunità di farlo nella città che gli ha dato in “prestito” il nome, allora è come sedersi e viaggiare in una gigante bolla che va oltre tutto, anche oltre la grande bellezza di questa città martoriata dall’incompetenza. Eppure resiliente, sempre e comunque, con i suoi panorami mozzafiato, almeno quelli percorribili in giornate normali: dal Colosseo, all’Aventino, fino all’Eur. Posti e luoghi che abbiamo “visitato" a bordo della vettura giusta, un salotto rombante con vista sulla Città Eterna.

Ferrari Roma, prova su strada

Elegante e raffinata

E alla fine del giro, confermiamo: questa Ferrari Roma, va oltre. Oltre i richiami ai fasti del passato, con quel ricordo stilistico della Ferrari 250 GTO.

Oltre la la proporzione di linee mai eleganti come in questa occasione.

Oltre il capolavoro realizzato dagli uomini del design di Maranello guidati da Flavio Manzoni.

Perchè la Ferrari Roma è un’emozione capace di abbinare questo portamento superiore al rombo inconfondibile del motore 8 cilindri, 3,9 litri da 620 cv, 20 in più della Portofino, dalla quale la Roma deriva, ma con la quale alla fine condivide appena il 30% delle componenti

Diciamo la verità, la Ferrari Roma, sembra una modella in abito particolarmente elegante, non vistoso né succinto, ma così affascinante da far girare chiunque posi gli occhi su questa carrozzeria dal design raffinatissimo, per quanto estremamente tecnologico, con l’aerodinamica praticamente integrata, anche se visibile, con quell’ala, che a seconda della modalità di guida utilizzata si solleva su tre altezze, fino a fare da freno.

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Potere Rosso

Uomini, donne, adulti, bambini, anziani: non c’è nessuno in grado di sfuggire al Potere Rosso, che non c’entra con la politica, ma direttamente con quel Cavallino fatto sparire dalle fiancate volutamente (anche se a richiesta può essere comunque montato). Uno dei tanti dettagli che meritano di essere evidenziati insieme alla rivoluzionaria griglia e e a quei fari posteriori, autentici gioielli di design.

Ma in quegli occhi, posati in massa sulla Ferrari Roma, non c’è solo la meraviglia di assistere a questa scultura in movimento. Piuttosto, lo stupore per sentire, per la prima volta, più vicina - per quanto possibile - la Ferrari. Non solo e non più esclusivamente bolide ipersportivo da brivido, estremo, ma quasi macchina normale, in grado di ritagliarsi una sua fetta di mercato in mezzo a tanta concorrenza su questa particolare tipologia di vetture, Aston Martin su tutte. A metà tra supercar e Gran Turismo.

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Dolce Vita digitale

E la diversità della Ferrari Roma, si completa una volta entrati nell’abitacolo con il suo cruscotto finalmente trasformato, dall’analogica e tradizionale soluzione, a quel concentrato di modernità digitale che offrono il display strumenti da 16” e quello centrale in verticale da 8,4”. Senza dimenticare l’altro display stretto e orizzontale sul lato passeggero. La Roma viene definita una 2+2 perchè, due bambini piccoli entrano senza problemi. Come pure il bagagliaio che va da 272 a oltre 400 litri.

Ma è tutta l’ergonomia del cruscotto che sembra la continuazione del design esterno, con la sua forma da astronave spaziale dove al centro del volante spicca il manettino con le 5 modalità di guida come le vetture più sportive Wet, Comfort, Sport, Race, Esc Off, a differenza delle tre della Portofino.

Un messaggio chiaro per chi vuole intendere: perchè, è vero, la Ferrari Roma è elegante e diversa. Ma non meno aggressiva con quel suo aplomb tutto coupé che anche grazie al cambio Getrag a otto rapporti la rende ancora più puntuale nel “mangiarsi” la strada, comprese le curve dove riesce a manifestare tutta la sua naturale agilità, magari coadiuvata dal Side Slip Control che rende tutto più facile insieme al resto del pacchetto tecnologico. Che non toglie un grammo all’emozione. Semmai l’aggiunge, rendendola più accessibile a tutti, prezzo a parte, cioè quei 200.000 euro di partenza che rendono un po’ meno Dolce la Vita alla quale si ispira, ma un piacere per gli occhi e le orecchie di chi ha la fortuna di guidarla.

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