Opel Mokka, il test: benzina vs elettrica

Opel Mokka, il test: benzina vs elettrica

La 1.2 da 130 cv e Mokka-e da 136 cv e 324 km di autonomia dichiarati

di Francesco Forni

12 marzo

Mokka rappresenta una rivoluzione a tuto tondo per Opel, nello stile, nella tecnologia e nelle ambizioni del Marchio. 

Il design segna il nuovo corso, con il frontale Vizor, ispirato alla iconica Manta, gli interni e la plancia digitale, con schermi fino a 12 pollici. Linee pulite, semplici e precise, ma originali e zero fronzoli, che definiranno i modelli del prossimo decennio. 

La piattaforma CMP permette l'utilizzo di tre powertrain con motori benzina, Diesel ed elettrico: un’offerta diretta per il cliente, che non deve migrare su un nuovo modello, ma anche pratica per la Casa, che li assembla tutti sulla stessa linea, potendo contare su una produzione duttile.

La rivoluzione di Opel sta in 4,15 metri di lunghezza di questo urban Suv, che sdogana anche l’immagine di Marchio legato alla pragmatismo e alla funzionalità, che pure ha avuto picchi estrosi molto apprezzati, Calibra e Tigra su tutte nel recente passato.

Mokka per Opel rappresenta la sintesi del presente e del futuro prossimo, puntando molto sul fattore estetico (a nostro avviso, indovinato) ed emotivo. Complementare della pariclasse Crossland (qui la nostra prova), più tradizionale e più economica (in media 1.500 euro in meno), con la quale presidia il segmento del B-Suv, in continua, e apparentemente inarrestabile, ascesa in Italia e in Europa.

Opel Mokka, benzina vs elettrico

Opel Mokka, benzina vs elettrico

Meglio il 1.2 da 130 cavalli con la sua autonomia e la praticità o la versione a batteria con coppia istantanea e 324 km di range?

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Mokka vs Mokka-e

Di Mokka si è scritto molto, siamo entrati in contatto diretto con il modello per testa a testa tra due delle tre anime del modello. Liscia o gassata? Benzina o elettrica? A confronto la versione col 3 cilindri 1.2 litri turbo benzina da 130 cavalli e 230 Nm abbinato al cambio automatico a otto marce e l’elettrica da 136 cv, 260 Nm e batteria da 50 kWh.

Quale la migliore? Iniziamo dalle virtù comuni. L’impostazione è quasi sportiveggiante, l’assetto è indovinato. La notevole differenza di peso, 300 chilogrammi (1.295 kg la benzina, 1.598 kg l’elettrica) si percepisce nei cambi di direzione. Ma in entrambi in casi Mokka, che è vivace, ma non sportiva, si comporta bene. Sicura negli inserimenti, agile in manovra. 

L’abitabilità è identica, a livello di bagagliaio c’è un vantaggio (350/1.1195 litri contro 310/1060) per la versione a benzina, anche se su quella a elettroni il fondo piatto si presenta bene.

A prescindere dal powertrain, Mokka s’è rivelata davvero un’auto piacevole. La piattaforma CMP ha permesso un risparmio di peso di 120 kg (rispetto alla precedente generazione termica) e un aumento della rigidità del 15%. I vantaggi sono oggettivi: il bilanciamento tra comfort e comportamento dinamico è pregevole. Lo sviluppo “tedesco” della cellula della Common Modular Platform è ben riuscito.

Il 1.2 benzina ha mostrato un ottimo carattere, ben assecondato dal cambio automatico a otto rapporti, di cui abbiamo apprezzato il selettore al posto della leva. Lineare, senza bisogno di essere strapazzato, fornisce sempre la spinta giusta. Efficace su ogni percorso, silenzioso ai bassi regimi. Più che lo scatto (0-100 in 9,1 secondi) è apprezzabile l’elasticità: abbiamo rilevato, in un percorso misto nei pressi di Milano, una percorrenza di 15/16 km/litro. Il che significa circa 650 km con un pieno (serbatoio da 44 litri). Il Diesel 1.5 da 110 cavalli sarà in grado di fare meglio, ma per chi non deve viaggiare moltissimo il compatto benzina rappresenta un ottimo compromesso (infatti Opel non prevede versioni mid hybrid).

Mokka-e ci ha accolti nel silenzio più totale, che è proseguito anche in marcia. Su questo la versione termica, pur meritevole, non può competere. La massa maggiore impone più attenzione nella guida dinamica: pur ben bilanciata, la versione elettrica deve gestire un carico diverso. Poco male, i 260 Nm di coppia son sempre lì e se l’accelerazione è simile (0-100 in 9” netti) sono i cambi di passo ad avere un brio decisamente superiore. Viaggia sempre in souplesse, ma per quanto? L’autonomia dichiarata (ciclo WLTP) è di 324 km, ma dipende ovviamente dallo stile di guida. 

Le tre modalità di guida classiche di ogni Mokka, qui hanno step ben definiti:  Sport (130 cv e 260 Nm), Normal (109 cv, 220 Nm) ed Eco (82 cv, 180 Nm). In più utilizzando “B” per il recupero superiore di energia in rilascio si può migliorare l’efficienza. Nel ciclo misto si può contare su un raggio di circa 280/300 chilometri utilizzando qualche precauzione, ma senza rovinarsi la vita. Sufficienti? Questo è soggettivo: per una compatta non ci sembrano pochi, surrogati da un piacevolezza superiore.

Il prezzo. L’elettrico costa (nettamente) di più, è inoppugnabile. Mokka-e parte da 34.250 euro rispetto ai 22.200 euro della versione a benzina (da 24.700 euro la 130 cv con cambio automatico). Con gli incentivi statali, lo sconto Opel e la rottamazione può scendere fino a 24.250 euro. Senza la rottamazione “ballano” 4.000 euro, oltre al fatto che è altamente raccomandabile installare una wall-box domestica (Opel ne ha convenzioni con Enel X), altro costo aggiuntivo, ma decisivo per un utilizzo più polivalente.

A nostro avviso, oltre al costo d’acquisto ci sono requisiti da possedere, come un garage proprio e la disponibilità a programmare ogni viaggio superiore ai 150 km di andata (I 50 kWh della batteria sono pur sempre da tener carichi in qualche modo) per beneficiare del passo fluido della piacevolissima Mokka elettrica. Per il momento Opel in Italia prevede un impatto molto più forte delle versioni benzina e Diesel nelle vendite.

La prova di Opel Grandland Hybrid4

Nuova Opel Mokka: foto

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