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Cupra al Salone di Monaco 2025: Born si rinnova, Raval anticipa il futuro

Luca Talotta
Pubblicato il 10 agosto 2025, 10:52
Al Salone di Monaco 2025, Cupra presenta il restyling della Born, primo modello 100% elettrico del marchio iberico e, fin dal lancio, manifesto della sua visione alternativa rispetto al gruppo Volkswagen.
La nuova Born non cambia le sue fondamenta – resta basata sulla piattaforma MEB condivisa con ID.3 – ma si evolve in chiave più aggressiva, sportiva e connessa, assecondando le richieste di una clientela giovane e urbana che non vuole compromessi.
Esteticamente, le modifiche riguardano il frontale, ora più affilato e dinamico, con nuovi gruppi ottici full LED e una calandra rivisitata che accentua la larghezza dell’auto. Debuttano cerchi fino a 20 pollici con design inediti e nuove colorazioni, tra cui un esclusivo rame satinato opaco che richiama il DNA Cupra.
L’abitacolo resta fedele al minimalismo sportivo, ma si aggiorna con un infotainment da 12,9 pollici e connettività migliorata. Più veloce, più fluido, più compatibile con tutto. Arrivano anche i nuovi comandi touch retroilluminati per clima e audio, molto richiesti dagli utenti dopo le critiche ricevute dal primo modello.
Sul piano tecnico, Cupra conferma l’offerta motori con varianti da 204 e 231 CV, ma introduce una nuova versione e-Boost Performance da 250 CV con assetto ribassato, sterzo sportivo e dettagli interni esclusivi. Anche la batteria è stata aggiornata: ora offre fino a 550 km di autonomia WLTP nella configurazione Long Range da 77 kWh netti.
Infine, la Born MY2025 guadagna il nuovo sistema di ricarica bidirezionale (V2G), un passo in avanti verso l’integrazione dell’auto nella rete energetica domestica. Il tutto senza compromettere il piacere di guida: rimane una delle elettriche più dinamiche e coinvolgenti del segmento.
Cupra Raval: il concept che guarda alla città e al futuro
La vera novità, però, è la Cupra Raval, presentata come concept ma pronta a diventare realtà già nel 2026. Parente stretta della Volkswagen ID.2 e della futura Skoda Epiq, la Raval interpreta la citycar elettrica secondo lo spirito Cupra: compatta, sportiva, diversa da tutto ciò che esiste oggi.
Lunga circa 4,05 metri, con linee taglienti, parafanghi muscolosi e una firma luminosa che la rende riconoscibile anche al buio, la Raval nasce per i giovani delle grandi città. Ma attenzione: non è solo stile, sotto il cofano troviamo un powertrain da 226 CV e trazione anteriore, capace di spingerla da 0 a 100 km/h in meno di 6,5 secondi.
L’autonomia dichiarata è di circa 440 km, grazie a una batteria da 56 kWh. Il caricatore integrato permette di passare dal 10 all’80% in meno di 30 minuti, mentre l’architettura a 400 V consente prestazioni stabili anche nei cicli di ricarica intensiva.
Gli interni sono una dichiarazione di intenti: minimal, digitali e radicali. Volante sportivo a base piatta, sedili contenitivi in materiale riciclato e un cruscotto completamente digitale che si integra con lo smartphone per personalizzare la user experience. In sostanza, un’auto pensata per nativi digitali, gamer, creativi.
E il nome? Non è casuale: Raval è un quartiere di Barcellona, città di nascita del marchio Cupra. Multietnico, urbano, vivace, simbolo di una nuova generazione che vuole mobilità sostenibile ma con carattere.
Cupra spinge sull’identità: elettrico sì, ma con stile
In un panorama automobilistico sempre più omologato e piatto, Cupra continua a distinguersi. Il Salone di Monaco 2025 lo conferma: non basta elettrificare, bisogna farlo con personalità. La Born aggiornate e la Raval concept sono due facce di una stessa strategia, ambiziosa ma coerente.
Da un lato, si rinnova un modello già apprezzato come la Born, portandolo a nuovi livelli di tecnologia e prestazioni. Dall’altro, si presenta una visione di mobilità urbana elettrica alternativa, coraggiosa, provocatoria.
Il pubblico europeo cerca auto elettriche accessibili, ma anche prodotti emozionali. Cupra lo ha capito e si muove di conseguenza. L’obiettivo? Fidelizzare la Gen Z, che non vuole più solo “spostarsi” ma identificarsi nel proprio mezzo. E in questo, la Casa spagnola ha tutte le carte in regola per fare centro.
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