Torino, le associazioni del settore auto lanciano un appello al Governo

Pubblicato il 27 settembre 2025, 09:05 (Aggiornato il 30 set 2025 alle 08:09)
Una lettera congiunta, firmata dalle più importanti associazioni italiane del settore automotive, per chiedere iniziative concrete al Governo volte a sostenere quello che in Italia - e in Europa - è un settore di primaria importanza e valevole una percentuale assai rilevante di PIL. I rappresentanti di ACI, ANFIA, Federauto, ANIASA, UNRAE e Motus-E si sono riuniti in occasione del Salone dell'Auto di Torino per lanciare un appello congiunto in difesa dell'automotive in un momento di grandissima difficoltà. A fare gli onori di casa Andrea Levy, organizzatore della kermesse che anche quest'anno sta riscuotendo grande successo con oltre 50 brand presenti.
La lettera congiunta, indirizzata alla presidenza del Consiglio e a quattro Ministeri competenti, contiene alcuni punti che i firmatari hanno ritenuto fondamentali per difendere il settore dell'auto in questa difficile fase attuale dove normative molto restrittive e una forte concorrenza esterna hanno minato il mercato. Sono state identificate principalmente sei priorità sulle quali i firmatari ritengono che il Governo dovrebbe concentrarsi per restituire respiro al settore: stabilità e chiarezza delle misure incentivanti, semplici e strutturali; un piano nazionale per le infrastrutture di ricarica e le altre alimentazioni; una riforma della fiscalità sull’auto aziendale, allineata alle best practices europee; sostegno concreto alla filiera industriale e artigianale italiana; supporto chiaro e trasparente alla clientela, per accompagnarla nella transizione; una valorizzazione culturale dell’automobile e del trasporto su gomma come motore economico e sociale del Paese.
Tutti i rappresentanti delle associazioni si sono detti pronti a un confronto costruttivo con le istituzioni. Quello dell’auto è un settore di primaria importanza, sottolineano, e l’Italia non può permettersi di restare indietro.
Le voci dei rappresentanti di settore
L’incontro, avvenuto nell’affascinante location della sala da ballo del Palazzo Reale di Torino, nel pieno dell’area dove si svolge la manifestazione, ha poi dato l’occasione ai rappresentanti delle associazioni coinvolte di esprimere il proprio punto di vista sul tema delle difficoltà del mercato attuale. Il primo a prendere la parola è stato il Generale Tullio del Sette, commissario straordinario di ACI, che ha sottolineato l’aspetto legato alla sicurezza del parco circolante italiano: “ACI contribuisce da sempre alla sicurezza della mobilità – ha spiegato il Generale – nel prossimo futuro aumenteremo il numero di autodromi dove oltre alle gare si svolgeranno centri di guida sicura. In Austria da anni sono obbligatori corsi di guida sicura per chi prende la patente, e l’incidentalità grave si è ridotta dell’80%. Abbiamo un protocollo d’intesa con Inail per sostenere corsi di guida sicura”. Il tema auto vecchie: “Problema di inquinamento ma anche di sicurezza. Abbiamo stanziato 50 milioni per utenti con minore possibilità di acquisto per sostituire le vecchie vetture”.

Roberto Vavassori di ANFIA ha invece posto l’attenzione sull’importanza del settore auto a livello europeo: “A Bruxelles non mi ascoltano: c’era una volta in europea una filiera che produceva il 7% PIL: ora questa industria c’è ancora ma è diventata fragile colpita da chi in buona fede pensava di difenderla. Se proseguiamo sulla porta già spalancata dall’ignavia europea e non teniamo in conto degli attacchi nordamericani e del gigante, il destino è segnato. Se invece avremo il coraggio di creare in fretta una forte discontinuità dico che ce la possiamo fare. La ricetta ce l’ha già scritta il professor Draghi oltre 12 mesi fa, non dobbiamo fare ulteriori diagnosi” ha spiegato Vavassori.
“Tutti dipendiamo dal mercato, se non difendiamo gli interessi dei nostri clienti tutto viene meno - ha aggiunto Massimo Artusi di Federauto – Noi puntiamo ad avere una partecipazione sempre più attiva, non essere solo un ammortizzatore passivo. Riteniamo doveroso farlo nei confronti dei nostri clienti ma anche dell’industria. Abbiamo la responsabilità di suggerire al cliente quello che fa più comodo al suo interesse, non quello che viene imposto”. E poi la stoccata sui bonus: “Sono uno strumento che non attecchisce e crea scompensi. Va piuttosto affrontato il tema della fiscalità dell’auto”.
Fabio Pressi di Motus-E ha invece analizzato il tema dell’elettrico: “Ci troviamo ad affrontare questi temi in un Paese dove la media delle immatricolazioni delle EV è del 5%,quando in Paesi come Francia e Germania si registra una crescita a due cifre. I motivi sono gli alti costi dell’energia, l’infrastruttura e la qualità del servizio. Le strutture sono costose e non vengono usate: in Italia abbiamo, 70.000 punti di ricarica su 300.000 auto elettriche, la rete è perfino sovradimensionata. È sbagliato attribuire le colpe all’infrastruttura e ai soli incentivi: la ricarica è un tema digitale, serve ragionare in modo costruttivo”.
Roberto Pietrantoni di UNRAE ha ancora sottolineato le difficoltà dell’attuale periodo storico: “Questo è un evento nato dalla passione per l’auto, che significa tanto per il Paese. Eppure siamo in una fase – qualcuno la chiama post Covid, io post transizione – in cui i Costruttori stanno attraversando un momento unico, hanno investito tanto, ci credono. In Europa abbiamo perso 360mila immatricolazioni, come se fosse scomparso il mercato della Svezia. L’auto ha un impatto molto forte sull’economia, fare del bene all’auto significa fare bene anche alle casse dello stato. In italia si è reagito a una posizione ideologica con una posizione contro ideologica, e questa narrazione che ha creato delle fazioni”.
Infine l’intervento di Alberto Piano di ANIASA, non presente in loco ma che ha voluto ribadire l’importanza del settore dei noleggi, oggi valevole ben 1,5 milioni di unità, chiedendo una semplificazione della burocrazia.
Andrea Levy, padrone di casa in quanto organizzatore del Salone, ha voluto raccontare in base alla sua ormai decennale esperienza con la kermesse torinese il mondo delle EV sia cambiato in Italia: “Condivido tutti i ragionamenti fatti. A Torino abbiamo avuto una media annuale di 4-500.000 visitatori e 40 brand, ma abbiamo assistito a un paradosso: la percentuale elettriche sul nostro mercato è dal 3 al 5% eppure ai nostri saloni i Costruttori si presentavano solo con auto elettriche. Serve essere bilanciati, sposare tutte le tecnologie. Il motorsport fondamentale per tenere viva la passione nei giovani” ha concluso Levy.
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