Volkswagen Polo story, per 20 anni è stata il metro di paragone di tutte le utilitarie

Cinquant'anni di storia per la Polo, che si affaccia sull'era elettrica. Il successo planetario è stato massimo tra il 1991 e i primi anni Duemila
Volkswagen Polo story, per 20 anni è stata il metro di paragone di tutte le utilitarie

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 29 aprile 2026, 16:13 (Aggiornato il 29 aprile 2026, 14:20)

Quaranta cavalli, 685 kg di peso e per la prima volta una Volkswagen da tre metri e mezzo di lunghezza. Cinquant’anni fa, era il 1975, iniziava così la storia della Polo, passata da sei generazioni, più di 20 milioni di esemplari venduti e, adesso, ad aprire il capitolo dell’elettrico con la ID.Polo.

A lungo, perlomeno dalla terza serie e fino al modello attuale, il nome Polo è stato sinonimo di un’utilitaria di elevatissima qualità costruttiva, un ruolo di riferimento assoluto della categoria che è stato particolarmente reale nella fase tra metà anni Novanta e la quinta serie commercializzata fino al 2016. Per molti anni nessuna utilitaria è riuscita a eguagliare la qualità percepita prodotta dalla Polo.

 

 

Un primato che dal 2017 è stato messo via via in discussione per l’affacciarsi sulla scena di altri modelli in grado di sfidare Volkswagen nel segmento B, complice anche la tendenza generalizzata a rivedere al ribasso la qualità dei materiali sulle piccole tuttofare. Per anni, nella fase in cui Polo ha prodotto la terza, quarta e quinta generazione, trovare le plastiche morbide sul cruscotto era un “lusso” off limits anche per certe economiche berline del segmento C.

Polo I serie

Nel 1975 c'è l'atto primo della Volkswagen Polo. Carrozzeria tre porte e con la dotazione strettamente necessaria per essere competitiva sul prezzo, la gamma presto si arricchì di una versione berlina due porte con la coda e della Polo GT. Era il 1979 e da lì avrebbe avuto inizio la stirpe poi evoluta nelle GTI “in scala”, piccole sportivette che replicavano quanto proposto dalla più grande Golf. Montava un milletré benzina aspirato da 60 cavalli, poi cresciuti nel 1982 a 75 cavalli e in grado, quella GT seconda serie, di toccare i 170 orari.

 

 

La prima Polo nacque dal progetto gemello della Audi 50 (lanciato nell’autunno del 1974), entrambi prodotti a Wolfsburg e con una condivisione tecnica che sarebbe tornata 35 anni più tardi con la Audi A1 Sportback.

Polo II

 

 

La seconda serie arriva nel 1981 e resta sulla scena per ben 13 anni, fino al 1994, segnando l’aumento delle dimensioni a 3,66 metri e, soprattutto, un design tre porte vagamente da station wagon. Una variante di carrozzeria che sarebbe arrivata con la terza serie, ad affiancare l’offerta tre e cinque porte berlina. Se la prima generazione venne venduta in 1,1 milioni di esemplari, la seconda Polo raggiunse i 2,7 milioni di pezzi venduti.

Nel solco della seconda generazione si inserisce la versione GT G40,  prodotta in piccola serie (2000 esemplari in tutto), con il motore 1.3 litri supportato dal compressore volumetrico: 115 cavalli la resero una vera hot-hatch, per come la definiremmo oggi.

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