Audi mostra ai muscoli, al FuoriConcorso 2026 il meglio della sua storia racing

Il brand dei Quattro Anelli alla kermesse sulle rive del Lago di Como, incentrata sul tema KraftMeister: dalla mitica quattro regina dei rally all'ultima nata per la Formula 1
Audi mostra ai muscoli, al FuoriConcorso 2026 il meglio della sua storia racing

Pietro CardonePietro Cardone

Pubblicato il 22 maggio 2026, 17:53 (Aggiornato il 22 maggio 2026, 16:02)

Buona la prima per Audi al FuoriConcorso 2026, manifestazione organizzata a latere del Concorso d’Eleganza di Villa d’Este, che sulle rive del Lago di Como non si è limitata a raccontare la sua storia legata al Motorsport, ma attraverso l’esposizione di 11 diverse vetture, ha messo in mostra la sua identità, quella fatta di tecnologia e passione per le competizioni. 

La cornice è stata quella offerta da Villa Sucota, affacciata sul lago, cuore di una manifestazione che negli anni è diventata un punto di riferimento per la cultura automobilistica. Il tema di quest’edizione, “KraftMeister”, si è prestata perfettamente alla lettura che Audi propone da sempre con i suoi modelli, specialmente quelli da competizione: la forza non come esibizione, ma come risultato di metodo, ingegneria e visione.

Undici momenti di storia

Il percorso, dunque, si è sviluppato attraverso undici vetture, scelte non per celebrare singoli momenti, ma per costruire una linea continua. Dalla Audi Sport quattro del 1984, simbolo della rivoluzione della trazione integrale nei rally, fino alla nuova RS 5, primo modello plug-in firmato Audi Sport, che affiancato alla prima RS della storia, la RS2, ha permesso di vedere e toccare con mano la grande evoluzione compiuta dal reparto sportivo di Audi in meno di 40 anni. In mezzo, le tappe che hanno definito il DNA tecnico del brand: l’endurance, la Dakar, la Formula E, fino alla Formula 1.

 

 

Il filo rosso è chiaro: il motorsport come laboratorio. Non un palcoscenico, ma un terreno in cui fare ricerca e sviluppo. È qui che nascono soluzioni che poi arrivano sulla strada, ed è stato questo il senso della presenza di Audi a FuoriConcorso. Non nostalgia, o meglio non solo, ma continuità.

La Audi R18 e-tron quattro del 2013 rappresenta uno dei punti di svolta più evidenti: l’ibrido applicato alle gare di durata, dove efficienza e prestazione smettono di essere opposti. Da lì, il percorso è proseguito verso l’elettrico puro della Formula E con la e-tron FE07 e verso l’estremo della Dakar con la RS Q e-tron, fino ad arrivare alla R26, la monoposto che segna l’ingresso ufficiale in Formula 1 del brand.

Ingegneria ed emozione

Accanto alle vetture, anche le persone. Allan McNish, Tom Kristensen e Dindo Capello non sono stati semplici presenze di una conferenza al termine della giornata del sabato, ma parte integrante della narrazione. Le loro parole hanno restituito il senso più concreto del motorsport Audi: un equilibrio tra ingegneria e lavoro di squadra.

A FuoriConcorso, quindi, Audi non ha portato solo auto, ma ha mostrato in una delle cornici più iconiche dell’automobilismo, il proprio modo di interpretare la tecnologia in cui design, ingegneria ed emozione non sono elementi separati, ma parti dello stesso sistema. Ed è proprio in un contesto come quello del Lago di Como che questo approccio trova la sua dimensione più naturale: senza tempo, ma perfettamente contemporaneo.

 

 

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