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L'Olimpo del Cavallino, le 5 configurazioni più speciali di Ferrari

Pubblicato il 30 aprile 2026, 09:16
Entrare nel quartier generale di Maranello non è mai solo una questione di meccanica o di aerodinamica; è un pellegrinaggio nel tempio della velocità, dove il confine tra "stradale" e "corsa" si assottiglia fino a scomparire.
Per il collezionista e l’appassionato, le Ferrari di serie rappresentano il vertice dell'industria, ma sono le versioni speciali, anzi le configurazioni, a definire il mito. Ultima di queste la Purosangue Handling Speciale.
Tali perle non sono semplici evoluzioni tecniche: sono manifesti, dichiarazioni d’intento che portano su asfalto le tecnologie iterate nei weekend di Formula 1 e nei programmi di ricerca e sviluppo più estremi.
Ogni serie limitata o configurazione speciale firmata dal Cavallino Rampante risponde a una filosofia precisa: la ricerca della purezza assoluta, spesso sacrificando il comfort sull'altare del rapporto peso-potenza e della precisione millimetrica in inserimento di curva.
Nel corso dei decenni, il concetto di "configurazione speciale" si è evoluto
Se negli anni '60 e '70 si parlava di allestimenti per le competizioni clienti, l'era moderna ha sdoganato il concetto di "Special Series" V8 e V12, capaci di polverizzare i tempi sul giro a Fiorano pur mantenendo la targa.
Sceglierne solo cinque è un esercizio al limite dell'impossibile, una sfida che richiede di bilanciare innovazione tecnica, impatto estetico e valore storico. Cominciamo con le "quasi contemporanee".
In questo viaggio tra fibra di carbonio e regimi di rotazione stellari, esploriamo cinque capolavori che hanno ridefinito le regole del gioco, diventando istantaneamente icone intramontabili della storia dell'automobile.
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