Una Opel che va più forte di una Porsche e che riesce a dar fastidio in termini di prestazioni a una Ferrari. Oggi sarebbe impensabile, ma negli anni '90, quando nel mondo dell'automobilismo gli esperimenti erano all'ordine del giorno, poteva accadere anche questo. Poteva accadere che alla General Motors guardassero con attenzione alle partnership che andavano di voga in quegli anni. Operazioni che avevano generato auto destinate ad entrare nella leggenda. Come la Lancia Thema 8.32,  la berlina a trazione anteriore più potente degli anni '80, motorizzata Ferrari; oppure Ford e Cosworth, che insieme diedero vita alla 'bestia' più selvaggia delle strade, la Sierra RS.

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Fu così che il Gruppo americano, proprietario sia di Opel che di Lotus, decise di fondere la tecnica ingegneristica tedesca con la sportività della Casa britannica. Venne presa quindi Opel Omega, berlina di successo in quegli anni, e riprogettata per realizzare quella che divenne la berlina quattro porte più veloce e potente del mondo.

Opel Omega Lotus, berlina ammazza supercar

UNA OPEL TURBO

Come realizzare l'impresa? Naturalmente modificando la motorizzazione. GM decise all'inizio di provare a inserire direttamente il V8 della Corvette, rivelatosi però troppo grande per il cofano del modello. Ecco allora la soluzione: venne preso il 6 cilindri da 3 litri della Omega versione Evo 500, aumentata la cilindrata a 3.6 litri con annessa sostituzione dell'albero motore, inserimento di una testata a 24 valvole in alluminio e due turbine Garrett raffreddate ad intercooler. Risultato? 377 cv a 5.500 giri e 570 Nm di coppia a 4.200 giri. Una motorizzazione da corsa, abbinata a un cambio ZF a 6 rapporti (questo sì, prelevato dalla Corvette), una frizione completamente aggiornata e un differenziale autobloccante a gestire la trazione posteriore.

SOLUZIONI ESTERNE E AERODINAMICA

Questa trasformazione totale venne accompagnata anche da una modifica dell'assetto. Innanzitutto, il passo venne allungato di 18 mm, per un frontale abbassato - con prese d'aria sul cofano e passaruota allargati -, nuovi pneumatici vennero adornati dai cerchi da 17", AP Racing fornì l'impianto frenante, venne ovviamente rinforzato lo schema delle sospensioni, il paraurti posteriore e costruito un alettone posteriore. Quest'ultimo elemento contribuì ad avere un'aerodinamica con coefficiente Cx 0,30. In pratica, Opel Omega Lotus era una vera supercar a tutti gli effetti. Offerta in un unico colore, l'Imperial Green, un verde dai toni molto scuri.

CONTRO FERRARI E PORSCHE

Non lo dimostrò mai in pista, ma su strada, il suo habitat naturale. Le prestazioni dichiaravano 283 km/h di velocità massima, e l'auto impiegava 5,4 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h con partenza da fermo. In pratica, andava molto più veloce di una Porsche 911 Turbo, che nei primi anni '90 si spingeva non oltre i 260 orari, ed era quasi alla pari di una Ferrari Testarossa, la cui velocità di punta era leggermente superiore (290 km/h).

115 MILIONI DI LIRE

Opel Omega Lotus fu un esperimento riuscito così bene da diventare un prodotto esclusivo. Realizzato in 950 esemplari totali dal 1990 al 1994, costava ben 115 milioni di lire. Giustificati anche dall'eleganza degli interni, che presentavano un abitacolo nella norma, con strumentazione standard, ma con inserti in radica e portiere rivestite di Alcantara, senza dimenticare i sedili anteriori sportivi riscaldabili, in grado di garantire tanta comodità al guidatore.

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Ma non è per questi particolari che si giudica Opel Omega Lotus. La berlina quattro porte più veloce del mondo. Per riuscire a toglierle il trono, Bentley dovrà tirar fuori, 15 anni dopo, la Flying Continental Spur e farla andare ben oltre i 300 orari. Nel frattempo, però, la macchina tedesco-britannica aveva già fatto la storia: una storia fatta di cavalli e coraggio. L'essenza di ciò che interessa ad appassionati e addetti ai lavori.