Presentazione

Inutile nascondersi dietro un dito. La Lancer Evolution ha costruito la sua ormai leggendaria fama sul fatto di essere servita da piattaforma di lancio, generazione dopo generazione, per una serie di vetture da rally di successo, in aperta competizione con la Subaru Impreza che ha percorso — in parallelo — la stessa strada. Adesso però i responsabili del marketing della Mitsubishi Europe, senza troppi giri di parole, hanno precisato di voler allargare la fascia di potenziali clienti ritenendo di poter annoverare tra le rivali della “Evo” blasonate sportive stradali come la BMW M3 o la Mercedes C63 AMG. Anche per questo l'ultima generazione della Lancer Evolution non si è vista aggiungere nella sigla quella “X” che, per radicata tradizione, indica la serie costruttiva: nella fattispecie la decima. La rinuncia alla “X” sottolinea il calcolato cambio di strategia che vuole il nuovo modello più confortevole e meno spartano. Le differenze iniziano dal motore, che è sempre un 2.0 litri turbo ad altissime prestazioni ma che è stato sviluppato partendo da un nuovo basamento. Rispetto al passato sono stati ottenuti 15 cavalli in più ma, allo stesso tempo, una superiore ricchezza di dotazioni e la presenza del nuovo cambio a doppia frizione hanno fatto aumentare di oltre un quintale il peso. Non deve quindi sorprendere il fatto, ad esempio, che la nuova versione sia risultata più lenta della Evo IX sulla pista di Balocco nonostante reazioni leggermente più favorevoli in fase di accelerazione. Il tempo sul giro, specchio fedele del potenziale di un'auto presa nel suo insieme, dice inappellabilmente che alla Evo IX la nuova Evo paga più di 2 secondi.