Design

Un layout tecnico che si traduce in un’esperienza di guida pronta a pizzicare le corde della sportività, e che per certi aspetti risulta originale e diversa dal solito.
A partire dalla manovra più comune che facciamo tutti i giorni con l’auto, ossia quella di aprire le porte e salire a bordo: spingendo il tasto d’apertura sulla chiave della SLS, dalle portiere fuoriescono elettricamente le maniglie per sollevare le porte; e due grossi pistoni idraulici rendono la manovra tutt’altro che faticosa. Semmai qualche problema arriva quando bisogna chiuderle: con la mano devi andare a prendere il maniglione interno e tirare verso il basso; se sei alto non hai problemi, se sei di statura media devi sollevarti dal sedile di qualche centimetro, ma se sei basso devi chiedere a qualcuno di chiuderti la porta...
Una movimentazione elettrica, mettendo da parte le complicazioni tecniche del caso, sarebbe stata sicuramente apprezzabile. A parte questo, una volta a bordo le sensazioni sono assai gratificanti: il fondoschiena poggia praticamente sul retrotreno e il comodo sedile è “vista cofano”, dato che davanti agli occhi ci sono due metri esatti di alluminio a coprire la più potente evoluzione del V8 AMG da 571 cavalli, siglato “M159”. Modificato soprattutto in termini di aspirazione e scarico, come leggerete è il protagonista assoluto del piacere di guida...
Mercedes SLS AMG, mette le ali