Presentazione

Abbiamo già provato numerose volte l'ultimo riuscito figlio dei reparti ingegneristici Fiat, quel motore MultiAir 1.4 turbo capace di aggiornare all'ultimo millennio la tecnologia dei propulsori a benzina. È ora il turno della sua versione “ palestrata” da 165 cavalli montata sulla famiglia di sportive dichiarate del Gruppo: l'Abarth, nella fattispecie il modello Punto che in chiave rivista esteriormente si chiama Evo. Vale a dire l'espressione più dinamica della due volumi torinese, configurata però per soddisfare anche le esigenze più variegate: in questo senso va la presenza del “ manettino” vicino al cambio, stile Alfa MiTo, che consente di “ switchare” in qualsiasi momento fra la modalità normale e quella sportiva. Una possibilità che non è solo di facciata o giusto per far pagare un gadget in più: la differenza si sente, e parecchio, tanto da portare a ritenerla una delle qualità dominanti di questa vettura.
Ovviamente questa e l'adozione di un motore più potente ( di 10 cv rispetto al precedente T- jet della Grande Punto con lo Scorpione) non sono le sole caratteristiche distintive di questa Evo rispetto alle altre sorelle “ borghesi” marchiate Fiat. Già a colpo d'occhio la Punto Evo by Abarth è riconoscibilissima; anche al di là dei vari particolari in colore rosso presenti in origine, come le pinze freno, oppure a richiesta, come gli adesivi laterali e le calotte degli specchietti. A renderla inequivocabile concorrono le varie modifiche alla carrozzeria, mirate non solo al contributo estetico ma anche a quello aerodinamico: nel paraurti anteriore allargato, per esempio, sono ricavati dei sostanziosi convogliatori laterali che richiamano la versione da rally non solo all'apparenza, ma anche per come indirizzano e correggono i flussi d'aria ai lati della carrozzeria. Anche il paraurti posteriore ingloba elementi simili, oltre al diffusore scontornato che, incorporando le luci retro e nebbia al centro, richiama per più motivi quelli delle monoposto.