Presentazione

La domanda è apparentemente banale, la risposta non scontata. Come mai, in un mercato in cui esistono modelli di ogni tipo, incroci tra generi e a volte doppioni inutili, le compatte premium fin qui quasi nessuno se le filava? Intendiamoci sui termini: compatta sta per “macchina a due volumi sui quattro metri e 30”: la categoria della Golf. E premium significa: marchio nobile o comunque preferiate chiamarlo.
Di lusso, raffinato, di quelli che offrono in più quel certo non so che (però so benissimo che il conto sarà più salato). Fino a pochi mesi fa, chi voleva una macchina di questo genere o sceglieva l'Audi A3 o si prendeva la BMW Serie 1. Stop. Poi, nonostante la crisi o forse proprio grazie alle necessità di downsizing che ha colpito i portafogli degli automobilisti non sono svegliati tutti.

La prima è stata Lexus, che un anno e mezzo fa, con la CT200h (niente diesel, solo ibrido benzina più elettrico) si è scavata una nicchia nella nicchia. Minuscola, è vero, eppure prima non c'era. Sei mesi dopo BMW ha rinnovato nella continuità la Serie 1, ripetendo la formula-mosca bianca della trazione posteriore (finché dura: la terza generazione passerà anch'essa al tutto avanti). In queste settimane, il fuoco di fila: quasi in contemporanea Audi ha rifatto, con analoga coerenza alle sue radici, la A3; Volvo, che si era lanciata in una poco convincente coupé (la C30) l'ha rimpiazzata con una berlina chiamata come una ex station (la V40).

E Mercedes, a sua volta usando solo il nome di una macchina cui arrise un grande successo — Classe A ma stravolgendola di brutto si è gettata nella mischia. Affronta la sfida impegnandosi a dare contenuti migliori a quanti per le  staccano un assegno ben più importante di quello che sarebbe necessario per una Focus o una Mégane . E non solo sul piano dell'immagine, che ormai paga solo fino a un certo punto. Chi versa almeno 25mila euro spera legittimamente di recuperare qualcosa sotto forma di una superiore efficienza. Ed è per questo che, nell'ambito di gamme tra il completo e il pletorico abbiamo scelto il diesel più piccolo: 1.5 litri, 109 cavalli e 98 g/km di CO2 la A180 CDI BluEFFICIENCY

Col quale siamo infatti riusciti a percorrere circa 21 km con un litro in media, superando allegramente i 26 ai 90 all'ora costanti e i 17 in autostrada.