Presentazione

La filosofia in senso generale, come è quasi universalmente noto, è Zoom Zoom. Ma l'approccio tecnologico è Skyactiv, a patto che si parli di meccanica, perché in caso di elettronica diventa i-Activsense.
Il design, però, è Kodo; le sensazioni che ne derivano sono Jinba Ittai e la verniciatura, va da sé, è Takuminuri. Affrontando la letteratura promozionale della Mazda verrebbe voglia di invitare il suo addetto alle ricerche lessicali a bere una birra per farci quattro chiacchiere in stile junghiano.

Scherzi a parte, sarebbe interessante scoprire se tutto questo sforzo per creare codici di comunicazione originali ha portato risultati in termini di richiamo di nuovi adepti, piuttosto che di fidelizzazione della clientela acquisita. A noi, francamente, sembra un atteggiamento potenzialmente controproducente, perché potrebbe insinuare il sospetto che si tratti di un tentativo artificioso di dare una dignità almeno formale a un prodotto che, sotto sotto, manca di sostanza.

Quando invece è tutto il contrario perché la Mazda, orfana della Ford dal 2010, si è riorganizzata, rinforzata e ha cominciato a sfornare auto di gran livello, che sono andate via via ad affiancare l'inossidabile MX-5.
L'ultima, in ordine di tempo, è proprio la Mazda6, un'auto coinvolgente per lo stile, attarente per contenuti e solleticante nel prezzo, alla faccia dello svantaggio che dovrebbe derivare dal cambio sfavorevole tra yen ed euro. La vettura è disponibile in versione berlina e station wagon allo stesso prezzo – e questa sì che è una forma di marketing efficace – a cifre che partono da 27.900 euro, cioè un bel gradino sotto le avversarie dirette che, volendo fare un paio di nomi, sono Opel Insignia e Volkswagen Passat.

Ma l'elenco completo comprende a buon diritto tutti i modelli che cercano di sfilare clienti dal basso al solito trio Audi A4/BMW Serie 3/Mercedes Classe C. Va da sé che per il mercato italiano risulta più stimolante la station wagon, almeno per ora. Ma non è detto che sarà sempre così, perché i dati di vendita e l'offerta crescente di mercato dimostrano che le classiche berline a tre volumi stanno lentamente riprendendo quota anche quando non si parla necessariamente di ammiraglie.