Presentazione

Salone di Parigi di tre anni fa: lo stand Lotus probabilmente non aveva mai visto in vita sua così tanta gente brulicargli attorno. Dany Bahar, il nuovo CEO acquisito da Ferrari, stava per annunciare un piano di rilancio faraonico, con cinque nuovi modelli (tutti virtuali però, durante la presentazione) e previsioni di vendite decuplicate a quota 10.000 unità annue.

Ma era tutto troppo bello, e soprattutto ambizioso, per esser vero: Bahar è scappato con la cassa — licenziato con l'accusa di aver sperperato svariati milioni di sterline per interessi personali — e Lotus, nel frattempo, è passata alla società malese DRB-Hicom, la quale inizialmente aveva espresso l'intenzione di risistemare un po' le cose e rivendere eventualmente il marchio al miglior offerente (la solita VW era tra i candidati...).

Le buone notizie, a oggi, sono due. Che Lotus ha intenzione di assumere un centinaio di persone fra ingegneri e tecnici e che finalmente, dopo vari rinvii, è uscita dalle linee di montaggio la terza generazione della Exige, quella che vedete in queste pagine in versione Roadster ma tranquilli, c'è anche la coupé. E adesso è proprio del prodotto che vogliamo parlarvi. Di una vettura che è nata nel 1999 quale versione iper-pompata della Elise, che nel 2004 ha iniziato una carriera propria e che da allora è diventata sinonimo di animale da track day per le sue spiccate qualità dinamiche.

Oggi la Exige è cresciuta e maturata. Ha preso qualche spunto dalla Evora, la gran turismo di casa, e le sue intenzioni sono quelle di allargare i propri orizzonti: continuare ad essere un'arma da pista, ma offrire al tempo stesso una maggior fruibilità quotidiana. Un cocktail molto rischioso, per chi nasce senza compromessi come la Exige, i cui ingredienti vanno miscelati con sapiente maestria affinché la ricetta non perda la sua originalità e diventi imbevibile. Era però inveitabile che la Exige, dopo tanti anni vissuti da ragazzina terribile, diventasse qualcosa di più. Ecco dunque che per crescere ha scelto di aumentare il passo (+70 mm), le carreggiate e di infilarsi un vestito più importante, che a detta dei designer si ispira ai prototipi Gruppo C. Poi ha deciso di adottare il propulsore della Evora S (V6 3.5 litri con compressore da 350 cv di origine Toyota) e un apparato elettronico sviluppato con Bosch battezzato DPM, Dynamic Performance Management.

È un manettino a tre posizioni (quattro se si opta per il Race Pack), sulla sinistra del volante, che gestisce il funzionamento degli assistenti di frenata (ABS, assistente HBA, ripartitori EBD e CBC), di trazione e stabilità (DTC, ESC e differenziale EDL) e anche di risposta motore. Naturalmente, alla luce delle nuove dimensioni e di un motore così potente, la Exige ha rivisto tutto il suo comparto telaistico, con bracci e supporti ridisegnati, nuovi angoli di caster e camber, barre antirollio maggiorate (anche dietro) e tarature adeguate. Che volendo, con il Race Pack a richiesta, diventano ancora più rigide per adattarsi ai pneumatici Pirelli P Zero Trofeo, l'alternativa più appiccicosa ai P Zero Corsa di serie.