Presentazione

Se dovessimo misurare l'indice di gradimento della 500X sulla base delle persone che per strada le scattano foto con gli smartphone o si fanno selfie al suo cospetto, allora che avrà successo è quasi una certezza.

Il nuovo crossover di Fiat piace, e pure tanto, e lo dimostra il fatto, leggermente più scientifico, che soltanto nel primo weekend di porte aperte in concessionaria oltre 70mila persone sono andate a vedersela da vicino. Indicativo anche il fatto che, secondo Fiat, queste persone fossero di età, gusti ed esigenze totalmente diversi fra loro, a dimostrazione che un crossover è un incrocio, come dice la parola stessa, che sa catturare l'attenzione della clientela più disparata.

Quella del nostro test è il massimo che si possa pretendere dalla 500X, in tutti i sensi. Si tratta dell'allestimento Cross Plus, cioé il top di gamma della versione con aspetto off road. Perché volendo c'è anche la variante con look cittadino, che si distingue soprattutto per l'assenza delle protezioni sui paraurti anteriori e posteriori, ma la sostanza non cambia.

Per tutte c'è la meccanica condivisa con la Jeep Renegade, entrambe made in Melfi nel rinvigorito stabilimento lucano, e un ventaglio di soluzioni fra motori e trasmissioni piuttosto ampio. La nostra, come detto, è l'apice della gamma: 2.0 Mjt turbodiesel da 140 cavalli — l'altro diesel è il 1.6 da 120 cv, poi ci sono il 1.4 turbo benzina da 140 cv e il 1.6 aspirato 110 cv — che è l'unico propulsore abbinato unicamente alla trazione integrale permanente. In più c'è il cambio automatico a 9 rapporti, ottenibile soltanto sulla 2.0 Mjt, che da solo pesa 2.000 euro.

Un pacchetto tecnico di spicco che però richiede una controparte economica impegnativa: 30.650 euro, con l'attenuante di una dotazione di serie molto completa (dall'impianto multimediale con navigatore ai cerchi da 18”, dai proiettori bixeno al clima automatico) ed eventuali accessori piuttosto abbordabili.

Segnaliamo, uno su tutti, il Pack Safety che per 600 euro include in sistema di frenata automatico, il dispositivo di monitoraggio dell'angolo cieco e la telecamera posteriore.

Alla domanda che chiunque ci ha rivolto al cospetto della 500X, cioé il classico “come va?”, abbiamo faticato a fornire una risposta concisa. Nel senso che occorre fare qualche ragionamento e capire le proprie necessità. In piccolo, questo modello ricorda l'operazione di BMW con X5 e X6.

Circoscrivendo il discorso in casa Fiat, una più familiare 500L offre maggior spazio in abitacolo, specie per chi siede dietro (il passo della X è di 257 cm contro i 262 della L) e un baule più grande e meglio sfruttabile.

Ma la X è senza dubbio più attraente da vedere e anche su strada ha un carattere diverso, che tende di più al dinamismo. Dentro il colpo d'occhio è soddisfacente, con una plancia ben strutturata a livello stilistico e razionale, e un impiego di materiali di qualità (rivestimenti e plastiche soft) soprattutto dove occhi e mani cadono più spesso, mentre nelle zone meno a vista c'è un impiego di materiali un po' meno nobili.

Su strada, invece, abbiamo avuto l'impressione che la 500X potrebbe esprimersi molto meglio con poco di più. Nel senso che la base meccanica appare riuscita, ma in certi casi viene mortificata un po' da scelte “software” acerbe e migliorabili: uno sterzo che offre poco feeling, un cambio automatico la cui una logica di funzionamento lo rende poco diretto e talvolta vanifica la spinta del propulsore, un assetto rigido in rettilineo ma un po' cedevole in curva, dove invece sarebbe meglio il contrario. Finezze, per alcuni, ma sarebbero la ciliegina su una torta davvero ben riuscita.