Presentazione

Dopo “di mamma ce n’è una sola”, “il Natale quando arriva, arriva” e “alle svedesi piace l’uomo italiano”, nella hit parade dei luoghi comuni dovremo metterci anche “la Passat è sempre la Passat”.

A Wolfsburg ci hanno preso gusto a vendere icone: la manovra gli è riuscita straordinariamente bene con la Golf e ora con la Passat sta succedendo la stessa cosa. La serie precedente, nata sgraziata come un brutto anatroccolo ha comunque avuto successo. Poi è stata ristilizzata (egregiamente, bisogna riconoscerlo) e le cose sono andate anche meglio.

La nuova generazione, che è ufficialmente l’ottava, ripropone quella stessa idea, ulteriormente riveduta, riequilibrata, nonché attualizzata. Esteticamente è stata la berlina a trarne il maggiore vantaggio, ma i tre volumi, si sa, in Italia sono considerati un retaggio da basso medioevo.

VW Passat Variant 2.0 TDI prova

Però anche la Variant ha buoni motivi per ringraziare Walter De’ Silva e i suoi accoliti. Che sia tutta nuova è dimostrabile, però sembra di conoscerla da sempre e questo, al momento di firmare un assegno da quasi 40 mila euro, ha lo stesso potere lenitivo del Maalox. Linee pulite, fiancata filante, proporzioni classiche, dimensioni importanti ma non imbarazzanti: non è esattamente roba da extrasistole, però la prospettiva è quella di un invecchiamento che più lento non si può e di una convivenza felice e duratura come tutte quelle che cominciano dalla testa e non dai feromoni.

L’adozione del pianale modulare MQB ha comportato un risparmio di peso importante e la Passat VIII, a dispetto dei suoi ingombri, può muoversi con una nonchalance anche col 1600 turbodiesel da 120 cv, ma è innegabile che il 2 litri sia il motore più “giusto” già nella configurazione da 150 cv, senza scomodare le variazioni da 190 e 240 cv BiTdi.

I prezzi della Variant 2.0 TDI 150 cv partono da 34 mila euro ma possono crescere parecchio perché il listino degli optional è zeppo sia di accessori utili, sia di gadget del genere “mai più senza”, per cui può essere difficile fermare la biro prima che sia troppo tardi. Certo è che, ancora più che in precedenza, la Passat di oggi punta a salire in una categoria superiore rispetto a quella d’origine, infischiandosene bellamente del rischio di sconfinare nel seminato della cugina Audi A4.

Tanto è vero che i concessionari VW, quando si tratta di preziare un usato da ritirare a fronte dell’acquisto di una Passat, si dimostrano particolarmente “possibilisti” con i transfughi di BMW o Mercedes. E se questo significa sottrarlo alle grinfie dei “quattro anelli”, pazienza.