Presentazione

La cosa buffa è che qualcuno, così di prim'acchito, fatica addirittura a capire che si tratta di una Cayman. Più lunga (di 34 mm), più bassa (18 mm) e infarcita di superfici alari, griglie di raffreddamento e deviatori di flussi, la nuova GT4 viene percepita quasi come una Porsche sportiva a se stante. Solo i veri intenditori, al primo colpo d'occhio, sanno invece che si tratta del nuovo modello di accesso all'universo delle Porsche GT, quelle che nascono con il preciso intento di far godere in pista. In due parole, insomma, questa vettura è una 911 GT3 in scala ridotta. La quale ha assimilato in tutto e per tutto la medesima filosofia di vita che da sempre caratterizza le versioni sportive della “noveundici”: motore aspirato ad alte prestazioni, telaio e assetto con forti legami con il motorsport e, soprattutto, pochi fronzoli.

Qui non ci sono decine di settaggi elettronici da mixare fra loro prima di partire, cambi automatici dalla logica di funzionamento approssimativa o aiuti di guida bugiardamente disinseribili che fanno da filtro fra uomo e macchina. Con la GT4 il motto è “benzina e cammina”, senza inutili perdite di tempo. Superfluo dire, tra l'altro, che questa Cayman porta con fierezza il badge GT4 sulla coda per effettivi meriti sul campo e non per effimeri affari di marketing: con un biglietto da visita di tutto rispetto, cioé un bel 7'40” sulla Nordschleife, la GT4 si presenta con il grosso 6 cilindri boxer 3.8 della 911 Carrera S, uno stupendo cambio meccanico a 6 rapporti come unica opzione di trasmissione e un telaio da concorso: l'avantreno è quello della 991 GT3, come pure l'impianto frenante maggiorato, e il retrotreno conta su molle ausiliarie per poter usare quelle principali corte e leggere; il tutto montato su giunti sferici e con possibilità di modificare a piacimento gli angoli e le altezze. Ancora, l'assetto è ribassato di 30 mm ed è dotato di regolazione attiva PASM su due livelli, mentre le ruote prevedono cerchi da 20 pollici (non a singolo dado di fissaggio come su GT3, bensì a 5 bulloni) e pneumatici Michelin Pilot Sport Cup 2 che per mescola pare abbiano gomma da masticare. Questo è tutto ciò che si cela sottopelle.

Mentre gli elementi che saltano subito all'occhio, specie se dipinti in questo vistoso giallo racing (ci sono anche il bianco, nero e rosso pastello più svariati metallizzati), sono le modifiche alla carrozzeria. L'elemento più evidente è l'ala posteriore, un'ampia superficie realizzata in fibra di carbonio che poggia su due supporti in alluminio, attraverso i quali è possibile variare l'incidenza per aumentare ancor più la deportanza, che si attesta sui 100 kg circa se sommata a quella del profilo fisso ricavato alla base della coda. Nella zona anteriore, invece, c'è un mix di soluzioni studiate per garantire sia raffreddamento, sia deportanza per l'asse anteriore: un labbro inferiore molto pronunciato, tre enormi prese d'aria sul paraurti, più la piccola feritoia davanti al cofano anteriore che è l'elemento che rende così simile la GT4 alla 911 GT3.

Anche in abitacolo ci sono similitudini con la sorellona dal motore a sbalzo. La plancia della GT4 è ovviamente identica a quella della altre Cayman, però ci sono alcuni piccoli dettagli noti ai frequentatori delle GT3. Ad esempio i tasti Esc Off ed Esc+Tc Off per disattivare in due stadi i controlli elettronici. Poi c'è lo splendido volante di ispirazione 918 Spyder con corona in Alcantara di dimensioni ridotte (360 mm contro i 370 della Cayman GTS). Oppure, ma si tratta di due optional, il roll bar del pacchetto Clubsport (4mila euro, include anche estintore e cinture a 6 punti) e gli splendidi sedili a guscio in fibra di carbonio, che non saranno comodi come gli sportivi Plus di serie ma su una vettura del genere sono un must assoluto. Oltretutto, quello di guida vanta la regolazione elettrica in altezza, una comodità notevole per chi desidera aggiustarsi al millimetro una posizione di guida che già di suo è pressoché perfetta. L'unico appunto che si può fare riguarda la pedaliera leggermente disassata verso destra. L'abbiamo notato unicamente per il fatto che qui c'è da usare anche la frizione, un pedale ormai in via d'estinzione e che dunque non richiede più tanta attenzione durante la progettazione del vano piedi...

Ma quel che importa davvero è come va la GT4 con le ruote in movimento. Ed è soprattutto in questa situazione che le affinità con le GT3 affiorano. Anche questa Cayman, come le 911 più specialistiche, riesce ad essere caratterialmente molto diversa dalle sorelle tranquille appena infili la prima curva, che sia di una strada aperta o di una pista. Precisa come un compasso, rapida, pronta a soddisfare qualsiasi volere del pilota. E il cronometro, che non mente, come vedrete le dà ragione...