Presentazione

Immaginatevi la scena: in una serata nebbiosa e scura come l'inchiostro, Norbert Reithofer e Dieter Zetsche si incontrano clandestinamente nella birreria Zum Rad di Günzburg, paesotto di circa 20 mila anime situato esattamente a metà strada tra Monaco di Baviera e Stoccarda. Nel locale semideserto (non a caso queste riunioni periodiche sono schedulate in giorni infrasettimanali), i presidenti di Bmw e Mercedes convergono su strategie e sinergie segretissime per spartirsi profittevolmente il mercato delle auto di lusso pur continuando a mostrare all'opinione pubblica un odio reciproco e a inscenare una guerra commerciale, anche con colpi proibiti, apparentemente all'insegna del “mors tua vita mea”.

Per inciso, a questi convivi partecipa occasionalmente anche Rupert Stadler dell'Audi che, però, non ha ancora deciso se farsi coinvolgere in pieno o solo in parte in queste attività occulte. Roba da Frederick Forsyth? Quel che è certo è che la Mercedes, con l'attuale Classe A, ha riparametrato il settore delle compatte premium abbattendo i suoi costi costruttivi, contenendo il prezzo d'accesso e facendo il “botto” commerciale. E così la Bmw, per conquistare la sua fetta di una torta (quella del cosiddetto segmento C) che sta diventando tra le più appetitose a livello planetario, deve fare di necessità virtù, rinunciando - “a malincuore”, neanche a dirlo - a qualcuna delle costose specificità apprezzate dal suo pubblico per controbattere, ad armi e - soprattutto - redditività, pari la rivale.

ECCO QUINDI che l'attuale Serie 1, in concomitanza col restyling della scorsa primavera, ha cominciato ad adottare quei motori modulari, superstandardizzati nella componentistica, che - aggiungi o togli un cilindro, cambia qualcosa qua e là, buttaci dentro benzina oppure gasolio - possono essere infilati nel cofano più o meno di qualsiasi modello in ossequio alla religione dell'economia di scala. Questo significa che alla base della gamma adesso ci sono i tre cilindri di ultima generazione che hanno completato l'apprendistato sulle Mini. Ed è più che ufficiale che la prossima generazione di questo modello ripudierà perfino la trazione posteriore, che fin qui ha fatto della Serie 1 un “unicum” nella sua classe. La 116d di questa prova, monta proprio il nuovo tre cilindri turbodiesel di 1.5 litri da 116 cv (disponibile anche in configurazione da 95 cv per la 114d a 800 euro meno). Rispetto alla omonima versione a quattro cilindri ante 2015 (che, peraltro, montava un motore 2 litri, per la gioia di assicuratori ed erario) ha un prezzo equivalente ma una dotazione più ricca perché, evidentemente, parte del risparmio del motore modulare è stato capitalizzato ma il resto è stato reinvestito nell'allestimento. Le prestazioni rimangono simili (la potenza dichiarata è la stessa, la coppia sale leggermente da 260 a 270 Nm), ma migliora l'efficienza, soprattutto per quanto riguarda il consumo in città. E, naturalmente, adesso c'è l'omologazione Euro 6.

IL DESIGN non rivela stravolgimenti. C'è un muso più tondeggiante e affusolato, con la calandra e i proiettori più affilati, che allinea la Serie 1 alle Bmw più recenti e la allunga visivamente, mentre la fanaleria posteriore si estende sul portellone e dà un aspetto più importante alla coda, anche se toglie un po' di personalità perché, per citare un paio di esempi, ricorda le soluzioni adottate da Alfa Giulietta e Toyota Auris. Trattandosi solo di un restyling, la struttura non è cambiata. La trazione posteriore e l'arretramento del motore finalizzato al centraggio perfetto dei pesi tra gli assali hanno conseguenze molto positive sulla guida, come vedremo poi, ma non favoriscono la versatilità e dietro si sta discretamente bene solo in due.

I PREZZI DELLA 116D partono da 26.100 euro (25.300 euro se ci si adatta alla carrozzeria a 3 porte che la Bmw, con perseveranza tutta tedesca, continua ad offrire nonostante la sostanziale indifferenza del mercato) ma salgono a 29.300 per il nostro allestimento Sport, che è il meglio sintonizzato sui gusti e le esigenze degli italiani. Nel paragone con le avversarie dirette, comunque, la 116d a cinque porte rimane leggermente più cara sia dell'Audi A3 Sportback 1.6 TDI, sia della Mercedes A180d. Ma per un “unicum” si accetta questo ed altro.