Volvo V60 Cross Country, prova su strada

Volvo V60 Cross Country, prova su strada
Look da SUV, ma a due ruote motrici con costi di gestione più contenuti e un diesel che spinge bene

di Saverio Villa

17 dicembre 2015

Presentazione

"De gustibus non est disputandum" dicevano i latini, intendendo che i gusti della gente non vanno messi in discussione. “Och vi tar tillfället i akt” hanno probabilmente pensato gli svedesi: allora non discutiamoli, però approfittiamone.

I modelli stradali “suvizzati” tirano sempre forte sul mercato. E piacciono talmente tanto che se anche non hanno la trazione integrale, fa lo stesso. Anzi, è meglio perché si spende qualcosina in meno rispetto all’alternativa 4x4. Quindi accantoniamo logica, fisica e tecnica e, dopo le V40 e V70 Cross Country a trazione anteriore, accogliamo a braccia aperte pure questa V60 Cross Country D4. Rispetto alla V60 normale è rialzata di quasi 7 cm, fuoristradizzata e incattivita nel look, rinforzata qua e là per una sessantina di kg supplementari e più cara di circa 2.400 euro. Però fa risparmiare più o meno la stessa cifra rispetto al corrispondente modello a quattro ruote motrici che, oltretutto, monta un cinque cilindri vecchiotto e di maggiore cilindrata rispetto al recentissimo 2 litri della famiglia Drive-E. Quindi, se non ci si riduce a farne una questione di principio, la proposta Volvo sta in piedi eccome.

LA CROSS COUNTRY ha un aspetto certamente più intrigante e personale della V60 standard e le limitazioni alla mobilità legate alla monotrazione sono poco più che teoriche, perché se il problema prioritario - come accade solitamente - è quello di affrontare strade innevate, bisogna comunque ricorrere ai pneumatici invernali, senza i quali neanche la sorella 4x4 può fare molto.

Riproponendo il format lanciato dalle Cross Country viste fin qui, le modifiche riguardano la calandra a nido d’ape, le piastre paracolpi anteriore e posteriore, i profili protettivi per parafanghi e fiancate e i cerchi dedicati. L’interno è invece rigoroso, essenziale come solo il design nordico sa essere, con una console centrale estremamente pulita secondo una filosofia che è sempre stata Volvo e alla quale alcuni altri costruttori sembrano voler tornare dopo l’orgia di pulsanti, manopole e display degli ultimi anni.

C’è, per la verità, un po’ di addensamento nella parte centrale, ma la sensazione dominante è di ordine e pulizia. L’allestimento Summum della nostra prova è il più completo e prevede la strumentazione virtuale  con tre diverse soluzioni grafiche configurabili dal conducente: Elegance, Eco e Performance. La scelta è sicuramente d’impatto, tecnologicamente avanzata e, oltretutto, molto funzionale, perché raccoglie tutto ciò che occorre sapere in un’area compatta e perfettamente visibile attraverso il volante, però il layout del cruscotto - basato su un grande quadrante centrale contornato da altri più piccoli – pare troppo semplificato e lascia trapelare una sensazione di economicità che non corrisponde affatto al reale valore della soluzione.

L’INTERFACCIA del sistema di infotainment è rappresentato da un display non tattile da 7 pollici, quindi di una dimensione inferiore rispetto a quella adottata dalle concorrenti più aggiornate, e anche il sistema di inserimento dei dati nel navigatore attraverso una manopola verticale è più laborioso rispetto ai più moderni sistemi con comando girevole sul tunnel e, magari, con touchpad. Alla V60 Cross Country non si può invece rimproverare nulla per quanto riguarda i sedili. Le poltroncine anteriori sono molto ben profilate ma niente affatto costrittive, con un’imbottitura di ottima consistenza e davvero comode. Il divano è più soffice ed ha il frazionamento 40/20/40 che è quanto di meglio ci sia oggigiorno in termini di flessibilità di utilizzo. Il conducente, ovviamente, si gode la posizione sopraelevata, che aumenta la visibilità e rende meno penoso il tempo passato in coda, ciononostante il posto guida fa sentire immersi nella vettura ed è molto ben regolabile.

La qualità costruttiva non viene esaltata nella giusta misura dal design minimalista, ma toccando le superfici e manovrando comandi e pulsanti se ne apprezza la consistenza. La V60 Cross Country D4 a trazione anteriore è disponibile con cambio manuale a sei marce o, come nel caso della vettura provata, con l’automatico a 8 rapporti Geartronic prodotto dalla giapponese Aisin, e con quattro livelli di allestimento: Kinetic, Business, Momentum e Summum. I prezzi vanno da 39.200 a 46.550 euro e sono allineati a quelli della migliore concorrenza tedesca. Però scegliendo la D3, con lo stesso motore 2 litri ma sovralimentazione monoturbo anziché biturbo e 150 cv di potenza invece di 190, si risparmiano 2.350 euro.

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Design
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