Presentazione

In prima linea sin dall’inizio nella lunga marcia verso l’elettrificazione, Volvo gioca le sue carte. Puntando su sostanza, tecnologia e qualità. L’alfiere è la XC40 T5 Recharge. Un Suv compatto ibrido plug-in che, grazie al motore elettrico, rispetta le imposizioni delle amministrazioni cittadine, per poter circolare ancora a lungo. Volvo ha deciso di battezzare col nome Recharge tutte le proprie elettriche pure e le plug-in (non le mild-hybrid); quindi presto esisteranno due XC40 Recharge: quella elettrica pura che sarà lanciata a fine ottobre e questa T5 Plug-in, assieme alla versione meno potente, la T4 da 211 cv.

Dal momento che si tratta di una vettura anche “familiare”, quindi con percorrenze spesso elevate poco adatte ad una elettrica pura, la PHEV risulta una scelta tranquillizzante. La XC40 Plug-in ha emissioni contenute, omologate da 45 a 55 g/km di CO2, ed entra nella fascia di incentivi da 21 a 60 g/km: bonus di 4.500 euro con rottamazione, 2.500 euro senza. Al riparo dallo zelo ideologico della politica la XC40 alla spina rappresenta anche una scelta raffinata. Impreziosita dal Twin Engine, l’accoppiata tra motore benzina ed elettrico, tutto “caricato” sulla trazione anteriore che, come vedremo, non manca di regalare soddisfazioni con 262 cavalli di potenza di sistema. E con la batteria che garantisce chilometri veri a zero emissioni.

Non è, ancora, la panacea di tutte le ansie, ma ci va abbastanza vicino. Lasciando sempre l’animo tranquillo con i 48 litri di verde nel serbatoio nel caso non ci fosse una presa di carica nei paraggi. Tra le furbe, almeno per il presente, mild hybrid B4 e B5, abile stratagemma (cavallo di Troia, aggiungiamo noi) per aggirare le restrizioni e la P8 Pure Electric Recharge alimentata solo dalle batterie da 78 kWh, la XC40 più poliedrica ci pare proprio la T5 Recharge Plug-in hybrid. Non le manca nulla, anzi. Il raffinato sistema di infotainment Sensus con tablet verticale nella plancia e un allestimento, chiamato Inscription Expression, che garantisce una dotazione più che soddisfacente, anche se il successivo allestimento, R-Design (da 50.920 euro) offre la colorazione col tetto a contrasto che esalta ulteriormente lo stile originale della XC40.

Tecnologia e qualità ovviamente si pagano. E la XC40 Plug-in parte da quasi 48.000 euro, incentivo escluso. Il modello in prova però ha beneficiato di oltre 10.000 euro di accessori. Che hanno innalzato il prestigio, senza dubbio, ma forse varcato anche la soglia della ragionevolezza. A proposito di qualità, come leggerete, nulla da dire sull’auto nel suo complesso, molto ben fatta. Ma qualche isolata pecca, rari giochi nella carrozzeria, c’è. Nessuno è perfetto, lo scenario è tra i più virtuosi, non solo nella scheda tecnica.