Design

La vettura può essere configurata con una più vistosa livrea a doppia tinta nero-rosso, ma in realtà si merita la veste “understatement” come nel caso dell’esemplare di prova: sportiva piuttosto confortevole e pienamente versatile per l’impiego quotidiano, divoratrice di sorpassi in tutta sicurezza e, all’occorrenza mordente, incisiva, persino aggressiva quando ci si vuole impegnare dietro al volante.

La “magia” si compie attraverso piccoli ma energici comandi di volante per condurre l’avantreno in bilico tra sottosterzo di potenza e poderosa trazione verso l’interno ed in avanti fornita dall’autobloccante, in un’azione super-rapida tra curve “divorate”: i 270 cavalli ci sono quasi sempre tutti, dato che il modernissimo 1.6 turbo spinge da sotto alla zona rossa quasi senza sosta. L’ambito di espressione di questa GTi di carattere appare in ogni caso combattuto. Da un lato le concorrenti con potenze similari e trazione ugualmente anteriore, pur animate spesso da vocazioni più corsaiole; spiccano la velocissima ed “accessibilissima” Megane RS (27mila euro, solo 3P, 275 cv; resta in produzione nonostante la 5P di nuova generazione), Seat Leon Cupra da 290 cavalli e Honda Civic Type R che si spinge oltre quota 300 cv.

Subito sopra, si apre invece il regno delle berlinette con trazione integrale e propulsori ancor più potenti, il cui confine di accessibilità, al di là dei costi di esercizio crescenti, risulta più vicino con l’arrivo della Ford Focus RS sotto i 40mila euro.

Ma il carattere Peugeot GTi “vero” c’è tutto

Nonostante piccoli nei che forse impediscono alla francese la brillantezza diamantina: il cambio è soltanto manuale, piuttosto ben manovrabile ma distante dagli automatici doppia frizione più evoluti e incapace di fare la differenza rispetto ad un’unità manuali dalla corsa ultrarapida tipo quello Honda; la modalità Sport incrementa il “sound” del motore in maniera artificiale, togliendo qualcosa all’esperienza anziché aggiungerne.