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Bisogna fare conti con una vettura che rimane a tutti gli effetti una Ford Focus. Con i pregi e i difetti di un'auto destinata ad un pubblico decisamente vasto. Una realtà con cui bisogna fare i conti quando si stacca un assegno da oltre 40.000 euro. Anche se il divertimento reso vale la spesa del biglietto. Di potenziali alternative non ce ne sono. Le tedesche sono più care e troppo razionali. E l'unica giapponese ad essere realizzata con le stesse motivazioni degli uomini Ford, la Subaru Wrx Sti, deficita di cavalli (300) rispetto alla Focus. Quindi non basta il quadro strumenti aggiuntivo per recuperare quelle mancanze in termini di finiture, che si addicono appunto ad un auto funzionale. Solo che in questo caso la funzione sposa il piacere.

Piacere che non si limita alla guida, ma che offre invece un ventaglio ricco di sfumature. Dal sound del quattro cilindri turbo, alla disponibilità dei sedili Recaro da corsa (di serie all'interno del Perfomance Pack RS dal costo di 2.750 euro). Senza contare che l'equipaggiamento di Focus RS sia provvisto del sistema Sync 2. Quello dei comandi vocali, perfetto per accompagnarvi in una scorribanda sui colli, con la consapevolezza di poter gestire il complesso multimediale a bordo senza dover distogliere lo sguardo dalla strada. E poi, detto inter nos, l'albero genealogico della Focus RS contempla, al di la della già citata Escort Cosworth, anche la Sierra Cosworth. Oltre ad una serie di vetture che non hanno bisogno di alcuna presentazione.