Sono prove di futuro, più o meno prossimo, quelle che BMW svela a Monaco di Baviera. Dall’ibrido plug-in della BMW Vision M Next all’elettrico che andrà su iX3 e, moltiplicato per tre, dimostra su una Serie 5 come si possano ottenere non solo potenze da supercar ma una dinamica di guida superiore.

L’esercizio più avveniristico è la proposta Vision M Next. Prefigura l’elettrificazione che arriverà sulle BMW M di domani. Nei cassetti del marchio c’è una nuova generazione di i8 da definire nei contenuti tecnici. Le indiscrezioni vorrebbero il mantenimento del sistema ibrido plug-in dell’attuale progetto, evoluto per esprimere molti più cavalli. Un’altra corrente non ha escluso l’idea di un progetto full electric.

BMW Vision M Next sviluppa la prima via. Sulla base tecnica di i8 sperimenta con un design avveniristico. Enfatizza il Doppio Rene, introduce fari Laser Wire con filamenti in fibra di vetro rivestita di fosforo, rievoca la storia con il lunotto a lamelle in vetro orizzontali di BMW M1.

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I NUMERI DEL SISTEMA IBRIDO

I dati più interessanti sono nei numeri dell’ibrido plug-in. In elettrico percorre fino a 100 km, dall’abbinata con il motore termico 4 cilindri arriva, invece, a sviluppare una potenza di sistema di 600 cavalli. Tre le modalità d’utilizzo: integrale elettrico, elettrico a trazione posteriore, termico a trazione posteriore.

Con 600 cavalli, le prestazioni dichiarate sono di 300 km/h di velocità massima e uno 0-100 km/h in 3”.

INTERNI, IL VOLANTE È UNA CLOCHE

Uno stile estremizzato nei concetti all’esterno, su una carrozzeria che ricorre a fibra di carbonio riciclata per realizzare la fascia sottoporta, lasciata a vista. Portiere che si aprono a elitra. L’abitacolo è minimalista, il Boost Pod è la centrale di controllo che ruota intorno al guidatore e suggerisce anche il momento ideale per sviluppare la modalità Boost+, di massima potenza.

L’intelligenza artificiale e lo stato dell’arte della tecnologia, votatI all’incremento delle prestazioni al volante. A bordo si accede con il riconoscimento facciale. Il motore si avvia con riconoscimento dell’impronta digitale.

Il volante è una cloche con due display integrati, “primo livello” del Boost Pod, al quale si sovrappone la strumentazione con lastra in vetro ricurva. Terzo livello, l’head up display con intelligenza artificiale. Tutte le informazioni vengono proiettate nel campo visivo del guidatore con un'importanza variabile in funzione della velocità, così come della tipologia di indicazioni più utili. Un “benvenuti nel futuro” che sarà totalmente votato all’appagamento alla guida, promettono in BMW. 

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L'ELETTRICO DI iX3 IN CHIAVE ALTE PRESTAZIONI

Dal’ibrido plug-in al futuro elettrico. Il SUV iNext rientra nel filone “Next Vision” che sarà. BMW iX3, invece, diverrà la proposta a batterie derivata da nuova X3. Sarà spinta da un motore elettrico di quinta generazione, quello installato dai tecnici BMW su una Serie 5 dimostrativa.

Non uno ma ben tre motogeneratori, ciascuno con una propria elettronica di controllo e presa di trazione. Un motore è installato sull’asse anteriore, due al posteriore. Diventano il centro nevralgico per raccontare come possa essere, l’elettrico, sistema che offre prestazioni massime anche nella dinamica in curva, non solo in accelerazione. Ciascun motogeneratore posteriore opera indipendentemente e realizza una ripartizione di coppia differenziata per singola ruota. Più efficace e preciso di un differenziale a slittamento limitato, poiché opera indipendentemente da un dato differenziale di velocità tra le ruote di un asse. È il vantaggio dell’e-torque vectoring.

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Lo schema a 3 motogeneratori elettrici è in grado di sviluppare fino a 720 cavalli e ottenere prestazioni nell’ordine di un’accelerazione da 0 a 100 km/h inferiore ai3 secondi.

Motore elettrico BMW di quinta generazione realizzato – dal sistema che andrà su iX3 in poi – senza l’impiego di alcun metallo prezioso.