Da alcuni giorni gira su WhatsApp un messaggino provocatorio che ha destato allarme tra tutti gli automobilisti. Si dice che dall’1 maggio sarebbero state inasprite severamente le pene per chi viene sorpreso a guidare col telefonino in mano. Compreso l’immediato ritiro della patente. È un messaggio anonimo. Ma visto che siamo in un’epoca di fake news in cui chiunque può mettere in rete qualsiasi notizia vera o fasulla, prima di cedere all’allarmismo da quattro soldi è giusto chiarire come stanno davvero le cose. È proprio il ruolo di un giornale specializzato come Auto - che fa questo di mestiere - dirvi esattamente che c’è di vero e che c’è di inventato sulla vicenda dei telefonini al volante. Vi anticipo che la notizia è vera a metà; e ne parliamo in questo numro.

PUNIRE severamente questa piaga della guida col telefonino è giustissimo. Possiamo discutere se sia giusto applicare la stessa severità quando si è fermi col rosso o in colonna. Ma per chi è colto in flagrante alla guida non dovrebbe esserci pietà. Non è più solo una questione di una o due mani sul volante, ma di pericolosa distrazione. Quanti sono gli automobilisti che messaggiano o whatsappano impunemente durante la guida guardando soltanto lo schermo del telefonino invece che la strada davanti a loro! Sono secondi di distrazione che possono innescare in un attimo una tragedia. Un pedone non visto, un’auto davanti che frena di colpo, uno stop ignorato. Pensate solo che a 50 km/h si fanno 13,8 metri al secondo. Togliere gli occhi dalla strada per guardare lo smartphone per uno/due secondi equivale a percorrere 20 metri a occhi chiusi. Vi sembra normale?

ANCHE L’ACI, per bocca del suo presidente Angelo Sticchi Damiani si è mossa su questo tema e approva l’urgenza del provvedimento. Tempo fa ha varato una campagna con un hashtag significativo: #mollastotelefono (vedi video in basso) proprio perché le statistiche dell’ente degli automobilisti hanno calcolato che tre incidenti su quattro sono provocati dalla distrazione al volante causata principalmente dall’uso del cellulare. E sono stati ben 45.258 gli automobilisti sorpresi col telefonino in mano nel 2016.

PERÒ SAREBBE bello se tale solerzia il Governo la mettesse anche nel cancellare un provvedimento ormai anacronistico: quello del superbollo. Inventato dal ministro Tremonti, nell’allora governo Berlusconi nel 2011, e inasprito da Mario Monti quando era premier. Il superbollo, l’annosa supertassa di 20 euro ogni kilowatt sopra i 185 kW di potenza. Statistiche alla mano, non funziona per quel che doveva servire: far cassa per lo Stato. Anzi, fa perdere un sacco di soldi. I soldi in più che il Governo avrebbe potuto raccogliere sotto forma di Iva dalla vendita di tante auto di lusso la cui diffusione invece non cresce perché quasi tutti si accontentano di vetture meno potenti. Possibile che nessuno al governo si renda conto che far girare l’economia - e sopratuttto fare cassa - significa anche prendere provvedimenti per agevolare le vendite di automobili e non castrarle a suon di tasse?

A PROPOSITO di tecnologie, vi rimando al servizio sulla guida assistita. Abbiamo messo a confronto le tre auto dotate dei sistemi più avanzati di assistenza alla guida per capire come funzionano e se ci si può davvero fidare a lasciarle curvare da sole.