Tutto risolto tra Germania e Italia riguardo le emissioni della Fiat 500X. La querelle tra i due paesi membri dell'Unione Europea era nata mesi fa, quando da Berlino erano arrivate accuse riguardanti presunti software irregolari installati sulle versioni diesel della crossover Fiat, generando un braccio di ferro politico che ora sembra eesersi risolto anche grazie alla mediazione della UE. 

Si è dunque concluso il processo di mediazione condotto dalla Commissione Ue su richiesta di Berlino, in litigio con Roma in quanto riteneva che le emissioni NOx delle 500X non fossero a norma. La conferma della chiusura del dossier è giunta anche dal Ministero dei Trasporti, che ha diffuso una nota ufficiale da cui si legge che: "La Commissione europea ha comunicato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di aver chiuso la procedura di mediazione tra Germania e Italia relativa alla Fiat 500X di Fca. Il dicastero, in particolare la Direzione Generale della Motorizzazione, ente omologante nazionale, ne è stato informato con una breve lettera della Direzione generale Mercato interno della Ue. Nella lettera si comunica che, a seguito della seconda riunione di mediazione del 2 febbraio 2017 a Bruxelles e alle informazioni fatte pervenire in seguito dall’ente italiano,  la procedura di mediazione richiesta dalla Germania sarà chiusa".

Tuttavia "la Commissione conclude ricordando, come già indicato durante le riunioni, di riservarsi il diritto di decidere, sulla base delle informazioni ricevute, se vi siano ulteriori interventi da adottare. A seguito dell’ultimo incontro del 2 febbraio, dove si erano già delineate le condizioni per la chiusura della mediazione, la Direzione generale aveva inviato una lettera descrivendo l’aggiornamento volontario della calibrazione dei veicoli diesel attivata da parte di Fca dal febbraio 2016, nonostante la conformità delle precedenti calibrazioni. I contenuti e gli sviluppi della mediazione erano già stati ricordati dal Ministro Delrio nell’audizione dell’8 febbraio scorso alla Camera".

La Commissione, che non ha potere di arbitrato, era stata chiamata in causa non per stabilire o meno la conformità della Fiat 500X ma per aiutare le due parti a trovare un'intesa su possibili soluzioni. In base alle regole attuali, è lo stato membro che ha omologato il modello auto - in questo caso l'Italia - a dover rispondere e/o prendere misure in caso un altro Paese riscontri problemi. Bruxelles, che ha ribadito il suo invito ai 28 - che hanno posizioni più o meno contrarie tra cui l'Italia - ad accelerare la revisione delle regole Ue sulle omologazioni, ha però lanciato un ulteriore avvertimento. Perché anche se c'è stato un accordo sulla mediazione, questo "non pregiudica il ruolo della Commissione come guardiana dei Trattati". Ovvero "se e quando ha ragione di ritenere che la legislazione Ue non sia correttamente applicata", Bruxelles può aprire una procedura d'infrazione. In questo caso nei confronti dell'Italia, se l'omologazione dei modelli Fca in questione non fosse stata a norma. Lo scorso dicembre le aveva già aperte nei confronti della Germania e di altri 6 Paesi (Gran Bretagna, Lussemburgo, Spagna, Grecia, Lituania e Repubblica ceca) per il Dieselgate Volkswagen.