Uber al centro delle cronache, e non solo per vicende legate al servizio di prenotazione delle corse. A Tempe, Arizona, una Volvo XC90 della flotta di veicoli Uber dotati della tecnologia per l'automazione della guida è stato coinvolto in un incidente. Responsabilità attribuite a un altro veicolo, che non avrebbe rispettato la precedenza, secondo la polizia locale. Di fatto, la compagnia ha deciso di sospendere i test su strada in Arizona e a Pittsburgh, Pennsylvania, in attesa di un quadro completo sulla vicenda. 

Nei mesi scorsi altre due vicende hanno interessato l'azienda, relativamente allo sviluppo dei sistemi di assistenza alla guida e la sua automazione. Waymo, divisione di Google Alphabet, ha mosso l'accusa di aver copiato la tecnologia del sistema LiDAR proprietario, essenziale per la mappatura e la "visione" dell'ambiente intorno al veicolo. Accuse portate in tribunale.

Prima ancora, dubbi erano sorti sulle modalità con le quali Uber effettuava i test di sviluppo sulle strade pubbliche, in assenza di un'autorizzazione in California, che lo scorso dicembre ha vietato le corse a San Francisco, decisione che ha portato Uber a migrare a Tempe, Arizona. «La nostra tecnologia non è in grado di guidare senza il monitoraggio umano o un controllo fisico attivo. Non è ancora sufficiente per considerarsi un veicolo autonomo», così Anthony Levandowski, ingegnere capo del progetto "self-driving" di Uber, provava a giustificare l'impiego della flotta automatizzata su strada.

Nell'incidente di Tempe, a bordo della Volvo XC90 erano presenti due responsabili al monitoraggio, sui sedili anteriori, e non hanno riportato alcun danno fisico.