I tecnicismi a cui ci ha abituato il mondo dell'auto sono legati alle prestazioni, alle presentazioni di nuovi modelli e, ultimamente alle soluzioni per arginare o superare limiti e scandali legati alle emissioni. La vicenda che sta attraversando il gruppo tedesco Daimler è invece legata a ben altri tecnicismi, quei meccanismi che regolano le operazioni di borsa e le geometrie dei rapporti di forza tra gruppi industriali e finanziari. Quella tra Daimler e il gruppo cinese Geely è insomma una lotta piuttosto serrata per il controllo del futuro dell'auto tedesca "Made in Stoccarda". Si susseguono comunicati che suonano come stoccate. Questa vicenda farà scuola, non solo cronaca.

Venerdì scorso Geely attraverso il suo patron Li Shufu conclude una operazione di rastrellamento di titoli Daimler in borsa che è lecito definire da manuale, acquisendo il 9,69 % delle azioni per un controvalore di circa 7,5 miliardi di euro alla Borsa di Francoforte con l'assistenza di Bank of America come advisor. Auto.it vi aveva anticipato il 5 febbraio i contorni dell'operazione, specificando anche allora come si tratti di una scalata ostile, un raid in piena regola che viene notificato allo stato maggiore di Daimler solo a cose fatte, obbligando Stoccarda ad un conciliante comunicato di benvenuto al nuovo socio. “Daimler AG conferma che l’imprenditore Li Shufu ha acquisito il 9.69% (103,619,340 azioni) della società. Daimler è lieta che, con Li Shufu, ha la possibilità di aver conquistato un’altro solido azionista di lungo termine, convinto della forza innovativa di Daimler, della sua strategia e del suo potenziale”.

Parole all'insegna del fair play e che invece nascondono lo stupore per una operazione che Daimler dava semplicemente per impossibile agli attuali elevatissimi valori del titolo, che non avrebbero giustificato nessuna eventualità di investimento nella prospettiva di una ulteriore crescita futura. Daimler pmanca di ricordare come Geely si sia trovata la porta sbarrata solo lo scorso novembre alla richiesta di una offerta di acquisizione del 5%.

Allora si trattò di una operazione “non ostile”, ora è una sfida al controllo del gruppo, come lo stesso Li Shufu non perde tempo a mascherare: “Nessuno degli attuali produttori di auto può vincere la battaglia contro gli invasori che vengono da altri settori senza amici, senza alleanze. Per raggiungere la leadership tecnologica bisogna adattarsi a un nuovo modo di ragionare, cercando la condivisione o l’unione delle forze. Il mio investimento in Daimler è frutto di questa visione”.

Dunque Geely non ha investito in Daimler, vuole controllare il gruppo e dirigere le sue alleanze future in direzione di Volvo, altro marchio europeo che già possedeva dal 2010, dopo averla acquistata da Ford per 1,8 miliardi di dollari e in una condizione economica molto compromessa. Il colpo è stato così forte da lasciare Angela Merkel senza parole , ma soprattutto senza una presa di posizione ufficiale sul nuovo assetto societario che fino a ieri rappresentava l'auto tedesca che conta, e oggi rappresenta un punto interrogativo. Prima di questa operazione, il principale socio del gruppo era il fondo sovrano del Kuwait con il 6,8% del capitale, seguito da BlackRock con il 5,8%, dall’alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi che insieme hanno il 3,1% e dal fondo pensionistico di Stato della Norvegia con il 2,5%. Geely ora pesa per il 9,69%, che in una azienda ad azionariato così diluito significa controllo sostanziale.

In attesa che diventi formale, a Stoccarda replicano ancora con un comunicato che lascia un segno di incertezza, non del tutto positivo. Quasi a voler riaffermare il peso dell'attuale management, Daimler rafforza la sua partnership con il gruppo Baic, la Beijing Benz Automotive Co. Ltd. (BBAC), con investimenti congiunti per 1,5 miliardi di euro destinati alla costruzione di veicoli premium di alta qualità. Come noto, Baic è una azienda fortemente concorrente del nuovo socio Geely, almeno in Cina. Li Shufu potrebbe non gradire la schermaglia.

Oggi, primo giorno utile dopo l'annuncio della scalata a Daimler, il titolo Geely Automobile Holdings ha guadagnato il 10% alla borsa di Hong Kong. Il futuro pare già scritto, nonostante il presente tenti di resistere.