Immaginare il vintage abbinato a Scuderia Cameron Glickenhaus porta la mente subito alla P4/5 Competizione, opera d'arte firmata Pininfarina, da Concorso d'Eleganza, nel 2006 a Pebble Beach. L'ispirazione alla Ferrari 330 P3/4, comunque inarrivabile. Così, scoprire quella che è SCG 004 S, nella scala gerarchica successiva alla 003 – S, CS e C -, lo scorso novembre, ha lasciato qualche dubbio sulla resa stilistica. Tre posti, pilota in posizione centrale, oltre 600 cavalli, poco più di 1.100 kg di massa favoriti da telaio e carrozzeria in fibra di carbonio. Sarà la scheda tecnica di massima della piccola produzione in serie che verrà realizzata da SCG nell'impianto di New York.

Accanto alla SCG 004 S scopriamo, adesso, le proposte SCG 004 SC e C, rispettivamente il punto più alto raggiungibile dalla 004 omologata per circolare su strada e la corrispondente versione da corsa. Differenze che, dai rendering, appaiono minime, prevalentemente aerodinamiche. Soprattutto, però, l'estremizzazione applicata alla 004 S porta i suoi frutti nell'accrescere l'appeal della CS. Molta più personalità stilistica grazie agli interventi funzionali a incrementare le prestazioni. Il motore resterà comune a tutte le tre versioni - i rumours rimbalzano tra un V6 e un V8, entrambi twin turbo - in grado di esprimere 650 cavalli su 004 S, circa 900 cavalli su CS, che verrà svelata nel corso del 2019, anno di avvio della produzione quale modello 2020.

La Scuderia che porta il nome di Cameron Glickenhaus vanta un buon curriculum di presenze in pista, nelle categorie GT. Il prossimo passo sarà la partecipazione alla 24 Ore di Le Mans, nel 2019 con ogni probabilità schierando la SCG 003 C, l'anno seguente il progetto è di mandare in pista la SCG 004 C che, nel frattempo, oltre a essere sviluppata per l'omologazione nella Classe GTE del WEC, vedrà varianti GT3 e GT4 per i clienti privati.

Tornando al progetto “per tutti”, solo ed esclusivamente perché in grado di calcare le strade di tutti i giorni, 004 CS si differenzia dalla S per le marcate appendici aerodinamiche, dall'ala posteriore fissa al diffusore elaborato, proseguendo con l'ala a ponte sopra gli scarichi, le aperture sui passaruota anteriori per diminuire la portanza, il diverso design del cofano anteriore, nella gestione dei flussi dalla masse radianti, fino allo splitter molto più sviluppato e l'ampliamento del fondo nella zona interna al passo.