Stratos e Delta, ovvero, come costruire la leggenda passando dai rally. Icone Lancia. Un passato che non tornerà, rimesso alla passione di chi farà rinascere interpretazioni libere dei modelli storici per il marchio torinese. Stratos si è già concretizzata, su meccanica Ferrari. E non poteva esserci liaison più azzeccata, vista la storia che sta dietro il progetto da rally.

E Delta? Orde di appassionati vorrebbero una riedizione impossibile da realizzare. A meno che... A meno che non ci pensi Eugenio Amos. Tra una Dakar e l'altra, il collezionista-pilota da due anni lavora alla creazione di qualcosa di unico: un restauro di Lancia Delta attualizzato. Quel che Singer fa con Porsche, Amos Automobili si propone di realizzarlo con Delta.

Un post su Instagram tradisce l'intenzione di presentare l'opera al Concorso di Villa d'Este. Tempi stretti per ultimare l'auto, così, la diffusione dei rendering dà perlomeno un'idea del lavoro di rilettura Delta Integrale in atto. Diversamente da altri concept che hanno proposto stilemi simili ai tratti Delta su piattaforme di altri modelli, Amos parte dalla scocca del modello originale per una caratterizzazione marcata. Anzitutto, largo alla veste tre porte, alla fibra di carbonio lasciata a vista sulla fascia paraurti anteriore, materiali compositi che potrebbero trovare posto anche su altre parti della carrozzeria.

E' l'antipasto in attesa della portata principale, del debutto del restauro modernizzato, secondo indiscrezioni destinato a sviluppare oltre 300 cavalli.