Dovrebbe slittare a dopo l’estate l’obbligo di dotare le auto di dispositivi anti-abbandono per i seggiolini dei bambini sotto i 4 anni. Lo rivela Altroconsumo di giugno che ripercorre le fasi di approvazione del provvedimento e i motivi della mancata attuazione immediata dello stesso. 

Seggiolino anti-abbandono, scatta l'obbligo

La legge 117/2018 sull’obbligo dell’installazione dei dispositivi anti-abbandono è stata approvata a fine dicembre e sarebbe dovuta entrare in vigore con decreto attuativo “decorsi centoventi giorni dalla data di approvazione e comunque a decorrere dal primo luglio 2019.” Altroconsumo denuncia come l’iter legislativo per l’attuazione della legge abbia subito un notevole rallentamento . Il testo del decreto, infatti, stato inviato per eventuali aggiustamenti all’ufficio Tris, il sistema di informazione sulle regolamentazioni tecniche della Commissione Europea, dando inizio, di fatto a un’ulteriore procedura quella relativa alla conformità del provvedimento alle leggi della UE. Li sarebbe dovuto rimanere fino al 22 aprile ma a causa di una proroga il termine è slittato al 22 luglio. Terminata la procedura comunitaria, il decretò tornerà al vaglio del Consiglio di Stato che avrà 120 giorni per esprimere parere positivo e consentire, finalmente, alla legge di entrare in vigore. Altroconsumo ipotizza che l’obbligo dei dispositivi anti abbandono sarà operativo non prima di novembre 2019, dunque, dopo l’estate, periodo più critico per le alte temperature e per i casi di amnesia dissociativa.

Gli intoppi burocratici potrebbero creare non poche difficoltà alle aziende produttrici dei dispositivi che si ritrovano a lavorare senza un riferimento normativo ufficiale.. Inoltre nell’ultima legge di bilancio sono stati già stanziati due milioni di euro di incentivi all’acquisto, uno per l’anno 2019 e uno per il 2020.  Critico il commento sulla vicenda di Giorgia Meloni, prima firmataria della legge: «Stiamo parlando di una legge di civiltà, approvata all’unanimità dal Parlamento che non entrerà in vigore perché il ministro Toninelli non è stato in grado di scrivere un decreto attuativo. Sono sconcertata.»