È la Volvo Suv compatta che mancava. La sorella più piccola di XC60 e XC90 (qui il nostro confronto con la Q7). Lo Sport Utility ideale per il mercato italiano che predilige automobili attorno ai 4,40 metri di lunghezza. Nel suo rinnovamento totale della gamma, iniziato tre anni fa con i Suv di taglia XXL, la casa svedese ne lancia adesso uno di taglia medio-piccola: la XC40. Che ha gli stessi cromosomi delle sorelle maggiori - compresi gli stessi motori 4 cilindri benzina e diesel “modulari”  - ed appare come un modello in scala ridotta della fortunata XC90. Con soltanto pochi dettagli mancanti rispetto alle grandi Volvo da cui deriva. 

Anzi, la XC40 è anche un pochino più estroversa e originale nel suo design scandinavo: la fisionomia è la stessa ma sfoggia forme meno squadrate delle sorelle maggiori: fiancata e coda sono più scolpite. Un’auto più trendy e arrotondata nelle forme, fatta per piacere anche a un pubblico femminile. 

Stesso stile anche negli interni, caratterizzato dal design elegante ma essenziale delle ultime Volvo. È identico soprattutto il tablet verticale da 9,5 pollici con interfaccia Sensus da cui si comanda tutto l‘infotainment dell’auto. E questo conferisce agli interni della 40 lo stesso feeling di famiglia delle grandi Volvo sottolineandone la somiglianza.

Anche i motori sono gli stessi disponibili sul resto della gamma, ma con meno scelta di potenze disponibili. Sono i noti 4 cilindri “modulari” da 2 litri di cilindrata che dal 2014 equipaggiano tutta la nuova generazione Volvo. Per adesso, al lancio, la XC40 sfoggia soltanto due propulsori: una T5 con il 4 cilindri turbo benzina da 247 cavalli e un D4 diesel da 190 cavalli. Nella primavera 2018 arriveranno anche i motori più piccoli: un diesel meno potente, da 150 cavalli che equipaggerà una futura XC40 D3. E poi il primo “piccolo” della famiglia modulare: un inedito 3 cilindri benzina da 1500 cc che eroga 156 cavalli per la XC40 T3.

Ma allora se le somiglianze sono così tante, dove è diversa la XC40? Ovviamente nelle dimensioni e nel peso; la Sport Utility compatta è lunga appena 4,42 metri, ben 26 cm meno della XC60 ma l’abitabilità resta notevole. Le altre differenze sono nella meccanica costruttiva: la XC40, essendo più compatta, usa una piattaforma di minori dimensioni, la CMA (Compact Modulare Architecture). Un’altra differenza è nella sospensione anteriore che è del tipo più semplice: a schema McPherson e non a quadrilatero alto come le Volvo più grandi.  Ma questo non penalizza particolarmente la guidabilità della XC40. 

Altre lievi differenze negli interni: nonostante il design di volante, plancia e tunnel siano simili, per la XC40 sono stati usati materiali meno nobili. Mancano inoltre certi preziosismi delle vetture più grandi, c’è meno pelle e (purtroppo) tanta plastica. Di buona qualità, ma pur sempre plastica. 

Però le dimensioni più compatte hanno portato un vantaggio: hanno spinto i progettisti Volvo a ingegnarsi per ricavare spazi in posti impensabili. Perciò la XC40 sfoggia una serie di intelligenti vani nell’abitacolo, di fianco ai sedili posteriori e persino sotto i sedili anteriori, per alloggiare diversi oggetti di uso comune: dalle bottiglie, a piccole borse, a un computer o un tablet, per non lasciarli vaganti nell’abitacolo. Ma il vero capolavoro dell’ergonomia svedese si raggiunge nel baule. Dove c’è un pianale sagomato ripiegabile a soffietto che può fungere da divisorio per alloggiare e tenere in piedi ben fermi oggetti verticali, scatole ripiene, le buste della spesa al supermercato o qualsiasi oggetto che altrimenti vagherebbe per il baule e si rovescerebbe ad ogni frenata e curva. 

A livello di guida la Volvo XC40 mantiene le sue promesse. Mostra  una buona agilità nel misto, è piatta e rolla poco nei cambiamenti di carico nonostante il baricentro alto e ha una buona stabilità nei lunghi curvoni autostradali. Anche i due motori di punta, il diesel da 190 cv oppure il benzina da ben 247 cavalli sono piuttosto brillanti. Non potrebbe essere diversamente, visto che il peso dell’auto è contenuto attorno ai 17 quintali e la potenza attorno o sopra  duecento cavalli. 

La XC40 viene venduta con parecchi sistemi di assistenza alla guida di serie: la frenata automatica d’emergenza con avviso di collisione fino a 60 km/h; l’avviso di rilevamento di grandi animali che si parano sulla strada all’improvviso (inutile da noi perché in Italia non circolano certo le alci sulle strade extraurbane come in Svezia!); e poi il City Safety, l’avviso di superamento corsia e persino la telecamera a 360° per monitorare ostacoli e manovre. 

Il prezzo della XC40 D4 diesel che abbiamo provato parte da 40.800 euro (versione integrale AWD), ma quando usciranno le XC40 entry level, versione T3 o D3 il prezzo base del benzina 160 cv T3 sarà di 31.200 euro (33.250 il diesel D3). Poi c’è invece una  interessante novità di uso/noleggio che si sostituisce all’acquisto. Un formula simile ai noleggi tutto compreso degli smartphone offerti dai provider telefonici. Si chiama “Care by Volvo” e funziona così: pagando una rata mensile di 699 euro per 24 mesi (la cifra è riferita alla D4 da 40mila euro) la XC40 diventa vostra per due anni. La cifra comprende tutto: uso dell’auto, assicurazioni, tagliandi, assistenza e persino il prelievo e riconsegna a domicilio dell’auto per i controlli. Allo scadere dei due anni potete renderla aprendo un altro noleggio oppure riscattarne il possesso. Finora la metà degli italiani che hanno prenotato la nuova Volvo XC40 hanno scelto questa formula innovativa. E il costo mensile del Care by Volvo sarà ancora più basso quando in primavera arriveranno i modelli T3 e D3 più economici.

VOLVO XC40: SCHEDA TECNICA, ALLESTIMENTI E PREZZI