Design

LA GTS, che è un po’ più della S (a sua volta un po’ più della Carrera standard), ma un po’ meno della GT3, esisteva già da qualche anno, però l’edizione 2017 si presenta con un equilibrio diverso che effettivamente ne avvicina ulteriormente le prestazioni globali a quelle della “pistaiola” per eccellenza - la GT3 appunto - senza però arrivare allo stesso livello di specializzazione di guida. Quindi i perversi continuino pure a prendere in considerazione solo la GT3 - che più che una reale necessità è una fede e, quindi, non può essere discussa - ma chi ha un atteggiamento intellettuale aperto farebbe bene a riflettere sul fatto che la stessa Porsche ufficializza per la GTS un tempo al ‘Ring’ di 7’26” (e addirittura 7’22” con le Pirelli P-Zero Corsa ad altre prestazioni disponibili in after market in concessionaria) contro i 7’25” impiegati dalla GT3 nella evoluzione prodotta fino all’inizio di quest’anno.

Pur vantando un maggiore fairplay che le viene dal motore sovralimentato e da un assetto più rispettoso di giunture, cartilagini e otturazioni: tutte cose che quando si esce dalla “pitlane” si fanno apprezzare eccome. Rispetto alla Carrera S, la GTS ha di serie l’assetto ribassato di 10 mm per Cabriolet e Targa (e di 20 nel caso delle coupé) che, esteticamente, si sposa a meraviglia con la carrozzeria “larga” delle Carrera 4 e con i cerchi in lega monodado neri da 20 pollici (mutuati dalla Turbo S) di una bellezza quasi struggente.