Volvo sbarca negli USA e Volvo S60 è una sorta di Mayflower che da Goteborg approda a Charleston, South Carolina, primo impianto del marchio svedese in terra statunitense. La produzione - rivolta al mercato americano e all'esportazione - avverrà nella nuova fabbrica che, dal 2021, assemblerà anche la prossima generazione di XC90.

Scoperta Volvo V60 e le sue doti dinamiche (leggi la prova su strada) oltre alla generosità nell’accogliere i bagagli, era una questione di interpretazione della coda che avrebbe portato a scrivere il racconto stilistico di S60 berlina. SPA è la l’architettura modulare, scalabile per dirla con la S dell’acronimo, che dà vita ai prodotti di fascia superiore in casa Volvo: segmento D ed E, V60 e V90, le berline come i suv corrispondenti.

Quanti si attendevano una fedelissima replica, la scalabilità degli stilemi del posteriore di S90, ad esempio, scopriranno invece una coda di Volvo S60 molto più definita e in linea con l’idea di berlina media sportiva che vuole trasmettere. Il centro stile elabora fari dalla grafica diversa, forme a C più accattivanti, grazie anche al diverso giro intorno al tre quarti posteriore, per proseguire con un bagagliaio scolpito nella fascia portatarga (su S90 è posta sul paraurti) e nel bordo superiore, quasi a fare da spoiler integrato. Nell’insieme, l’equilibrio dei tre volumi convince.

Altro primato per nuova Volvo S60, oltre a essere modello del battesimo dell’impianto di Charleston, è il primo modello del marchio che fa a meno di qualsiasi motorizzazione Diesel. Verrà commercializzata con due motori sovralimentati benzina, un T6 che abbina compressore volumetrico e turbo (in sinergia fino ai 3.500 giri/min, oltre spinge solo il turbocompressore), per una potenza di 316 cavalli – e un T5 turbocompresso, sempre 2 litri di cilindrata, da 250 cavalli, unica motorizzazione due ruote motrici.

La spinta sull’elettrificazione dettata dal marchio passa dall’abbinamento dell’unità 2 litri benzina turbo al motore elettrico. Volvo S60 T6 Twin Engine è accreditata di 340 cavalli nella specifica per il mercato USA, T8 Twin Engine di 400 cavalli. Entrambe plug-in ibride, entrambe quattro ruote motrici, la collaborazione tra Volvo e Polestar garantirà un programma di personalizzazione su S60 T8 in grado di incrementare la potenza del sistema ibrido fino a 415 cavalli e ritoccare assetto, freni ed estetica. È il programma Polestar Engineered. Un altro “programma”, in realtà una formula di utilizzo già nota agli appassionati Volvo, è la possibilità di utilizzare S60 con un abbonamento “tutto incluso”, a tariffa mensile, il Care by Volvo portato al debutto con XC40 (leggi la prova) e sottoscrivibile anche sul mercato italiano.

Il terzo componente della famiglia di medie del brand, dopo il lancio di XC60 e V60, condivide tutte le soluzioni tecnologiche - l'infotainment Sensus Connect su rete 4G - e di assistenza alla guida, dal City Safety con frenata autonoma e riconoscimento di animali di grande taglia (oltre a veicoli e pedoni) al Oncoming Lane Mitigation attivo nel ridurre i rischi di un frontale in fase di sorpasso, fino al Pilot Assist offerto tra gli optional e in grado di gestire le fasi di frenata, accelerazione e sterzata fino a 130 km/h. Un sistema avanzato di assistenza che, rispetto alle applicazioni iniziali, ha perfezionato la fase di guida in curva.

Condivisione che si spinge alle dimensioni, replicando S60 i 4,76 metri di V60, come il metro e 43 centimetri d'altezza e un passo di 2 metri e 87 centimetri. Inferiore, naturalmente, la capacità di carico, sulla berlina pari a 442 litri contro i 529 litri della wagon.