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Spia luci di posizione: quando vanno accese e cosa dice davvero il Codice della strada

© Unsplash

Ti è mai capitato di guidare al crepuscolo, ruotare la manopola dei fari e vedere accendersi una spia verde sul cruscotto, chiedendoti se fosse sufficiente per circolare in regola? È una scena comune, soprattutto perché la spia delle luci di posizione è tra le più diffuse ma anche tra le più fraintese dagli automobilisti. Spesso viene confusa con gli anabbaglianti o ritenuta equivalente alle luci diurne a LED. In realtà non è così, e l’errore può costare caro, sia in termini di sicurezza sia di sanzioni.

Cosa indica la spia delle luci di posizione

La spia delle luci di posizione è riconoscibile da un simbolo verde: due piccole lampadine stilizzate, contrapposte, con tre raggi luminosi per lato. Quando resta accesa in modo fisso, segnala che sono attive le luci di ingombro del veicolo.

Nel dettaglio, con le luci di posizione accese funzionano:

le due luci anteriori (bianche o gialle),

le due luci posteriori rosse,

l’illuminazione della targa,

la retroilluminazione del quadro strumenti.

È fondamentale chiarire un punto: le luci di posizione non servono a illuminare la strada, ma solo a rendere visibile l’auto agli altri utenti. Non sostituiscono in alcun modo gli anabbaglianti.

Quando usare le luci di posizione secondo la legge

Il Codice della strada, all’articolo 153, è molto esplicito ma spesso ignorato. Le luci di posizione da sole non sono sufficienti per circolare, salvo casi molto specifici.

Devono essere utilizzate obbligatoriamente:

quando l’auto è in sosta su una strada non illuminata, fuori dai centri abitati, nelle ore notturne;

insieme agli anabbaglianti, che infatti le attivano automaticamente, durante la marcia dal tramonto all’alba, in galleria o in condizioni di scarsa visibilità.

In sostanza, le luci di posizione accompagnano i fari principali, ma non li sostituiscono.

L’errore più comune che porta alla multa

Uno degli errori più diffusi è guidare solo con le luci di posizione. È vietato farlo:

di notte,

in galleria,

in autostrada e sulle strade extraurbane,

in caso di pioggia intensa, nebbia o scarsa visibilità.

La sanzione va da 42 a 173 euro e, se la visibilità è particolarmente ridotta, può scattare anche la perdita di un punto dalla patente. Un errore banale, ma tutt’altro che raro.

Luci di posizione e luci diurne: perché non sono la stessa cosa

Con l’arrivo delle luci diurne (DRL), soprattutto a LED, la confusione è aumentata. Le DRL si accendono automaticamente all’avviamento del motore e migliorano la visibilità frontale dell’auto di giorno, ma non sono luci di posizione.

La differenza principale è che le luci diurne:

non accendono quasi mai i fanali posteriori,

non illuminano il cruscotto,

sono omologate solo per l’uso diurno con buona visibilità.

Entrare in galleria con le sole luci diurne significa essere praticamente invisibili da dietro. In quel caso è obbligatorio accendere gli anabbaglianti, che includono anche le luci di posizione.

Cosa fare se la spia resta accesa o segnala un problema

Se la spia delle luci di posizione mostra un comportamento anomalo, è bene non ignorarla. Alcuni controlli di base possono aiutare a capire il problema.

Se resta accesa a motore spento, probabilmente il selettore dei fari è rimasto su “ON” o “P”: così si rischia di scaricare la batteria.

Se compare anche una spia gialla di avaria luci, quasi sempre indica una lampadina bruciata.

Se la luce è fioca o tremolante, il problema può essere un contatto ossidato o un fusibile difettoso.

La sostituzione di una lampadina di posizione è spesso semplice, ma va fatta rispettando l’omologazione: bianche davanti, rosse dietro. Colori diversi non sono consentiti e possono portare a sanzioni molto pesanti.

Quando è meglio evitare il fai-da-te

Ci sono situazioni in cui intervenire da soli non è consigliabile. Se la spia non si spegne nemmeno togliendo la chiave, se le lampadine si bruciano di frequente o se dopo l’installazione di LED aftermarket compaiono errori sul cruscotto, il problema potrebbe riguardare l’impianto elettrico o la centralina.

Le auto moderne hanno sistemi complessi e un collegamento errato può causare guasti ben più costosi di una semplice lampadina.

La spia delle luci di posizione è, in sostanza, la sentinella della visibilità passiva dell’auto. Usarla correttamente significa viaggiare più sicuri ed evitare sanzioni inutili: mai da sole durante la marcia notturna, sempre attive quando l’auto è parcheggiata al buio. Una piccola attenzione che fa la differenza, per la sicurezza e per il portafoglio.