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BYD accelera in Italia e in Europa: numeri record e strategia chiara sulla mobilità elettrificata

© BYD

La crescita di BYD nel mercato automobilistico italiano ed europeo non è più una promessa, ma una realtà supportata da numeri solidi e da una strategia industriale che punta con decisione sulla Nuova Energia, senza forzature ideologiche ma con un’offerta concreta, articolata e sempre più vicina alle esigenze dei consumatori. Il 2026 si apre infatti con risultati che fotografano un marchio in piena fase di consolidamento, capace di ritagliarsi uno spazio rilevante in un settore ancora attraversato da incertezze, rallentamenti normativi e transizioni complesse.

Nel solo mese di gennaio, BYD ha dimostrato di saper interpretare il mercato meglio di molti concorrenti, grazie a una gamma che unisce veicoli elettrici e ibridi plug-in, una rete commerciale in espansione e una proposta tecnologica che guarda all’efficienza prima ancora che al posizionamento simbolico.

Mobilità elettrica e ibrida: BYD cresce in Italia con una quota del 2,5%

Il dato più significativo riguarda il mercato italiano, dove BYD ha registrato 3.553 immatricolazioni a gennaio 2026, raggiungendo una quota di mercato del 2,5%. Un risultato che assume ancora più valore se letto nel contesto di un settore che fatica a trovare stabilità, soprattutto sul fronte dell’elettrificazione pura.

BYD si conferma invece leader nel segmento dei veicoli a Nuova Energia, con una quota complessiva del 17,1%, dimostrando come la combinazione tra elettrico e ibrido plug-in rappresenti oggi una delle risposte più credibili alle esigenze di mobilità reale degli automobilisti italiani. Nel dettaglio, il marchio ha totalizzato 1.204 immatricolazioni di veicoli elettrici, pari al 12,8% di quota, mentre nel segmento plug-in hybrid ha raggiunto 2.348 unità, con una quota che sale al 20,8%.

Numeri che raccontano un approccio pragmatico alla transizione energetica, lontano da semplificazioni eccessive, e che riflettono una crescente fiducia del pubblico verso soluzioni tecnologicamente mature e utilizzabili nella quotidianità.

Rete commerciale e fiducia del mercato: la strategia sul territorio

A sostenere questa crescita non c’è solo il prodotto, ma anche un investimento strutturato sulla presenza fisica. BYD può oggi contare su 101 punti vendita e assistenza distribuiti su tutto il territorio nazionale, gestiti da 30 concessionari italiani. Una rete in espansione che contribuisce a rafforzare la percezione del brand, riducendo una delle principali barriere all’acquisto nel mondo dell’elettrificazione: l’assistenza post-vendita.

In un mercato che chiede certezze e continuità, la capillarità della rete diventa un elemento chiave per trasformare l’interesse in immatricolazioni reali, e BYD sembra averlo compreso con largo anticipo rispetto a molti nuovi entrant.

Europa, segnali forti nei mercati chiave

Il trend positivo non si limita all’Italia. Anche in Europa, BYD consolida la propria presenza con risultati di rilievo nei mercati più competitivi.

Nel Regno Unito, il marchio ha raggiunto a gennaio 2026 una quota di mercato del 2,8%, con una crescita superiore al 130% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le 4.021 immatricolazioni registrate segnano un incremento del 149%, confermando la solidità della strategia nel settore dei veicoli a Nuova Energia. In particolare, BYD ottiene il 14,3% nel segmento ibrido plug-in e il 4,6% in quello elettrico, dimostrando una forte capacità di adattamento a un mercato estremamente competitivo.

In Spagna, nonostante la sospensione dei sussidi governativi per i veicoli elettrificati, BYD ha raggiunto risultati ancora più emblematici. Il brand guida il mercato NEV con una quota del 13,6%, conquista il primo posto tra i veicoli elettrici con il 16% e rientra nella top 20 del mercato totale, con una quota del 2,3% e una crescita del 38%, accompagnata da un incremento dei volumi del 65%.

Dati che suggeriscono una riflessione più ampia: quando il prodotto è competitivo e il prezzo coerente, il mercato risponde anche in assenza di incentivi.

Gamma e tecnologia: il ruolo chiave dell’ibrido intelligente

Sul fronte prodotto, BYD sta raccogliendo i frutti di una strategia chiara. Le campagne mirate, come l’Operazione Purefication, hanno portato a 8.000 ordini per ATTO 2 DM-i già prima del lancio ufficiale. Un SUV compatto che introduce la tecnologia Super Hybrid Dual Mode Intelligent (DM-i), pensata per combinare efficienza elettrica e autonomia estesa, fino a 1.000 km complessivi.

Un modello che intercetta una domanda concreta: mobilità sostenibile sì, ma senza rinunce in termini di flessibilità, comfort e utilizzo extraurbano. Non a caso, SEAL U DM-i si conferma il modello più venduto nel mercato italiano dei plug-in hybrid, mentre DOLPHIN SURF continua a essere una delle city car elettriche più apprezzate del segmento.

Lo sguardo è già rivolto al futuro con ATTO 3 EVO, primo Sport SUV del segmento C con trazione integrale, atteso come una delle novità più rilevanti del 2026. Un segnale chiaro: l’elettrificazione non significa rinunciare a prestazioni, versatilità e piacere di guida.

Una crescita che invita alla riflessione

Il percorso di BYD in Italia e in Europa apre una riflessione più ampia sul futuro del settore automotive. In un momento storico in cui il dibattito sull’auto è spesso polarizzato, i dati raccontano che l’equilibrio tra tecnologia, accessibilità e infrastrutture resta la chiave per una transizione sostenibile anche dal punto di vista industriale.

BYD non propone scorciatoie, ma una progressione graduale, fondata su numeri, rete e prodotto. Ed è forse proprio questo approccio a spiegare una crescita che, mese dopo mese, smette di essere sorprendente per diventare strutturale.