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Club storico Peugeot Citroën Italia, il valore dell’heritage tra memoria e futuro

© Ufficio stampa Citroen

Il Club storico Peugeot Citroën Italia rappresenta oggi uno dei presìdi più autorevoli nel panorama dell’heritage automotive nazionale. Non si tratta soltanto di un’associazione di appassionati, ma di una realtà strutturata che lavora per tutelare, raccontare e rendere attuale la storia dei marchi Peugeot e Citroën, accompagnando l’evoluzione dell’automobile senza perdere il legame con le proprie radici.

Nato nel 1999 come Club storico Peugeot Italia, il progetto ha attraversato oltre vent’anni di trasformazioni fino ad arrivare, nel 2022, all’attuale configurazione, coerente con il nuovo assetto industriale del gruppo Stellantis. Un passaggio naturale, che ha portato all’unificazione dei percorsi storici di Peugeot e Citroën sotto un’unica visione, in linea con l’esperienza francese di L’Aventure Peugeot Citroën DS, a cui il Club italiano è ufficialmente federato.

Oggi il Club storico Peugeot Citroën Italia è registro di marca ufficiale di Stellantis per Peugeot e Citroën in Italia, oltre a essere registro federato ASI e punto di riferimento per collezionisti, restauratori e appassionati che vedono nell’auto storica non solo un oggetto da conservare, ma un patrimonio culturale da condividere.

Un patrimonio che racconta la storia dell’automobile

Il cuore dell’attività del Club è rappresentato dal lavoro di censimento e tutela di circa 1.000 vetture storiche, suddivise tra i due marchi. Numeri che restituiscono la misura di un patrimonio vivo, in continuo aggiornamento, e che testimoniano il ruolo centrale di alcuni modelli iconici.

Su tutti spicca la Peugeot 205, con oltre 450 esemplari registrati: un’auto che ha segnato un’epoca, non solo per il successo commerciale ma anche per l’impatto sportivo e culturale. Un modello che ancora oggi parla a generazioni diverse, diventando ponte ideale tra passato e presente.

Accanto alla tutela dei veicoli, il Club porta avanti un lavoro di ricerca storica rigorosa, capace di produrre risultati di grande valore per l’intero settore automotive italiano. È il caso della documentazione che ha permesso di retrodatare al 2 gennaio 1893 l’arrivo della prima automobile Peugeot in Italia: una Peugeot Type 3, telaio numero 25, consegnata all’industriale Gaetano Rossi a Rocchette Piovene, in provincia di Vicenza. Un passaggio fondamentale nella storia della motorizzazione nazionale, che rafforza il legame storico tra l’industria automobilistica francese e il nostro Paese.

Una rete di club e competenze sul territorio

Il Club storico Peugeot Citroën Italia non opera in isolamento. Al contrario, ha costruito negli anni una rete diffusa di club satellite, riconosciuti e accreditati attraverso il progetto Peugeot Citroën DS Insieme. Un sistema che valorizza le competenze specifiche e le passioni verticali, mantenendo però una visione unitaria.

Tra le realtà riconosciute figurano, tra le altre, Passione Peugeot Auto Club Italia, 205 Passion Club Italia, Citroën AX Club Italia, Saxo Club Italia, 406 Coupé Club Italia e Peugeot 206 CC Club Italia. Una costellazione di associazioni attive su tutto il territorio nazionale, capaci di animare eventi, raduni e momenti di confronto che tengono viva la cultura dell’auto storica.

Questa struttura consente al Club di svolgere un ruolo di cerniera tra istituzioni, appassionati e mondo industriale, difendendo il valore del settore senza cadere in nostalgie sterili. L’heritage, in questa prospettiva, non è un esercizio di memoria fine a sé stesso, ma uno strumento di identità e continuità.

Servizi, certificazioni e vita associativa

Entrare a far parte del Club storico Peugeot Citroën Italia significa accedere a un ecosistema di servizi pensato per accompagnare il collezionista in tutte le fasi della vita del veicolo storico. Dalla partecipazione a raduni nazionali e internazionali alla presenza alle principali fiere di settore, il Club rappresenta un luogo di incontro e condivisione.

Un capitolo centrale è quello delle certificazioni storiche, con la possibilità di ottenere il Certificato di Rilevanza Storica, il Certificato d’Identità – Targa Oro e la Carta FIVA, grazie alla federazione con ASI. Strumenti fondamentali per chi desidera un riconoscimento ufficiale e un utilizzo regolamentato del proprio veicolo.

La tessera annuale o biennale include inoltre contenuti esclusivi, newsletter, informazioni sui ricambisti specializzati e l’accesso alle attività del Club. Per chi sceglie anche l’iscrizione ASI, la formula combinata amplia ulteriormente le opportunità, confermando il ruolo del Club come interlocutore serio e strutturato nel mondo dell’automobilismo storico.

Giovani, youngtimer e comunicazione digitale

Uno degli aspetti più interessanti dell’attività del Club riguarda l’attenzione verso le nuove generazioni. In un momento storico in cui l’automobile è spesso messa sotto accusa, il Club storico Peugeot Citroën Italia sceglie un approccio equilibrato, difendendo il settore attraverso la cultura e la conoscenza.

Il mondo youngtimer viene riconosciuto come porta d’accesso privilegiata per avvicinare nuovi appassionati alla storia dei marchi francesi. Modelli più recenti, ma già carichi di significato, diventano strumenti di dialogo tra epoche diverse, capaci di parlare anche a chi non ha vissuto direttamente gli anni d’oro dell’automobilismo.

In questa direzione va anche il rafforzamento della comunicazione digitale, con una presenza attiva sui principali social network e una newsletter che supera i 2.000 iscritti. Non solo informazione, ma divulgazione storica, racconto tecnico e condivisione di eventi, in un linguaggio accessibile ma mai banale.

Un’eredità che guarda avanti

La missione del Club storico Peugeot Citroën Italia è chiara: rendere l’heritage accessibile, attuale e condiviso. Proteggere la storia significa dare forza all’identità dei marchi, rafforzare la brand awareness e creare un filo emotivo continuo con chi oggi sceglie Peugeot e Citroën.

In un’epoca di transizione tecnologica e culturale, l’auto storica non è un ostacolo al futuro, ma una chiave di lettura per comprenderlo meglio. Ed è proprio in questo equilibrio tra memoria e innovazione che il Club trova la sua ragion d’essere, diventando un esempio virtuoso di come la passione possa trasformarsi in cultura industriale.