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Addio al pavé a Milano? La polemica dei cittadini

© Unsplash

Il pavé a Milano è molto più di una semplice pavimentazione stradale. È un elemento identitario, un tratto distintivo del centro storico, una firma urbanistica che racconta decenni di trasformazioni. Eppure, nelle ultime settimane, il tema dell’eventuale rimozione dei masselli in alcune vie simbolo ha acceso una polemica tra cittadini, associazioni e amministrazione comunale.

La discussione nasce dalla scelta di sostituire ampie porzioni di pavé con superfici in asfalto, ritenute più sicure e funzionali. Una decisione che riapre il confronto tra tutela della memoria urbana e necessità di garantire sicurezza, comfort di guida e manutenzione sostenibile.

Pavé a Milano e sicurezza stradale

Secondo il Comune, la sostituzione del pavé in alcune arterie trafficate sarebbe motivata principalmente da ragioni di sicurezza. I masselli in pietra, specie in presenza di binari del tram o dopo anni di usura, possono risultare irregolari e scivolosi, con rischi maggiori per motociclisti, ciclisti e utenti della micromobilità.

Milano negli ultimi anni ha visto crescere l’uso di biciclette, monopattini e scooter elettrici. In questo scenario, la qualità del manto stradale diventa un fattore cruciale. Le superfici più uniformi riducono vibrazioni, migliorano la stabilità e consentono una migliore aderenza in caso di pioggia. È questo il cuore della posizione di chi sostiene l’intervento: meno incidenti e maggiore fruibilità dello spazio urbano.

Tuttavia, i detrattori osservano che il problema non è il pavé in sé, ma la sua manutenzione. Un pavé correttamente posato e mantenuto può garantire sicurezza e durata nel tempo. Inoltre, la sostituzione con asfalto tradizionale comporta costi e cicli di rifacimento più frequenti, oltre a un impatto visivo completamente diverso.

Identità urbana contro modernizzazione

Il pavé è parte integrante dell’immagine di Milano. Strade come via Torino o alcune vie del centro conservano ancora l’impronta storica di una città che ha costruito la propria modernità senza cancellare del tutto le tracce del passato.

Per molti cittadini, eliminare il pavé significa omologare Milano a qualsiasi altra metropoli europea. Il timore è che la città perda carattere, trasformando le sue strade in superfici anonime. Il tema, quindi, non è soltanto tecnico ma culturale: che tipo di città vuole essere Milano nei prossimi decenni?

L’amministrazione, dal canto suo, sostiene di voler mantenere il pavé nelle aree di maggior pregio storico, intervenendo invece dove il traffico intenso e la presenza di binari rendono la pavimentazione più problematica. Una mediazione che però non convince tutti.

Costi, manutenzione e sostenibilità

C’è poi un elemento meno emotivo ma altrettanto rilevante: la manutenzione. Il pavé richiede interventi specializzati e tempi di ripristino più lunghi. L’asfalto, invece, consente lavori più rapidi e meno costosi nel breve periodo.

In un contesto di bilanci pubblici sotto pressione, la gestione delle infrastrutture urbane diventa una questione strategica. La scelta tra pavé e asfalto non è solo estetica, ma riguarda la programmazione degli investimenti, la sicurezza e l’efficienza dei lavori pubblici.

Allo stesso tempo, va considerato che Milano è una città in continua evoluzione, con un traffico importante e un sistema di trasporto pubblico articolato. La convivenza tra tram, auto, biciclette e nuovi mezzi di mobilità impone soluzioni tecniche aggiornate.

Un equilibrio ancora da trovare

Il dibattito sull’addio al pavé a Milano riflette una tensione più ampia tra tradizione e innovazione. Da un lato c’è la necessità di rendere le strade più sicure e funzionali; dall’altro la volontà di preservare un patrimonio urbano che contribuisce all’identità della città.

La soluzione probabilmente non sarà radicale, ma selettiva. Mantenere il pavé dove ha valore storico e simbolico, intervenire con superfici alternative dove la sicurezza lo richiede. Una scelta che dovrà essere accompagnata da trasparenza, ascolto dei cittadini e dati oggettivi sugli incidenti e sui costi di manutenzione.

Milano si trova ancora una volta davanti a un bivio: modernizzare senza cancellare. Il pavé, nel bene e nel male, è diventato il simbolo di questa sfida.