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Auto elettriche e autonomia: i problemi più comuni per i guidatori

Le auto elettriche e autonomia sono ancora oggi uno dei temi più dibattuti tra automobilisti e addetti ai lavori. Se da un lato la tecnologia delle batterie ha compiuto passi avanti significativi, dall’altro molti guidatori continuano a segnalare criticità legate alla percorrenza reale rispetto ai dati dichiarati.

L’autonomia è il parametro che più incide sulla scelta d’acquisto di un’auto elettrica. Eppure, non sempre i chilometri promessi nei cicli di omologazione si traducono in percorrenze concrete nella vita quotidiana.

Range anxiety: paura o problema reale?

La cosiddetta range anxiety, ovvero l’ansia da autonomia, è uno degli ostacoli psicologici più diffusi. Temere di restare senza carica prima di raggiungere una colonnina è una sensazione comune, soprattutto per chi è alla prima esperienza con un veicolo elettrico.

In parte si tratta di un fattore culturale: siamo abituati a fare rifornimento in pochi minuti e a trovare distributori ovunque. Con l’elettrico il paradigma cambia. Serve pianificazione, soprattutto nei viaggi lunghi.

Tuttavia, il problema non è solo mentale. In alcune aree del Paese la rete di ricarica è ancora disomogenea, e questo può creare difficoltà concrete. Nei centri urbani la situazione è generalmente migliore, ma nelle zone periferiche o lungo alcune tratte autostradali la disponibilità non è sempre uniforme.

Autonomia reale vs dichiarata

Le case automobilistiche dichiarano autonomie basate su cicli standardizzati (WLTP), ma la percorrenza reale di un’auto elettrica può variare sensibilmente in base a diversi fattori:

  • Stile di guida.
  • Temperatura esterna.
  • Uso del climatizzatore o del riscaldamento.
  • Velocità media.
  • Carico del veicolo.

In autostrada, ad esempio, viaggiando a velocità sostenuta, il consumo energetico aumenta in modo significativo. A 130 km/h l’autonomia può ridursi anche del 20-30% rispetto ai dati dichiarati.

Questo aspetto è particolarmente rilevante in un Paese come l’Italia, dove l’uso autostradale è frequente per lavoro e turismo.

Freddo e batteria: un’accoppiata delicata

Uno dei problemi più segnalati riguarda la riduzione dell’autonomia in inverno. Le batterie agli ioni di litio soffrono le basse temperature: la capacità effettiva diminuisce e il sistema utilizza energia aggiuntiva per riscaldare l’abitacolo e il pacco batterie.

Il risultato è una perdita di chilometri disponibili che può arrivare anche al 15-25% nei casi più estremi. Alcuni modelli di ultima generazione adottano sistemi di gestione termica più evoluti, ma il fenomeno resta fisiologico.

Per limitare l’impatto, è consigliabile preriscaldare l’auto mentre è ancora collegata alla colonnina, così da non consumare energia della batteria durante la marcia.

Tempi di ricarica e pianificazione

Un altro tema centrale per i guidatori è il tempo di ricarica. Anche con colonnine rapide in corrente continua, ricaricare fino all’80% richiede mediamente dai 20 ai 40 minuti, a seconda della potenza disponibile e del modello.

In corrente alternata domestica i tempi si allungano sensibilmente, rendendo fondamentale la pianificazione. Chi dispone di un box privato con wallbox vive un’esperienza molto diversa rispetto a chi deve affidarsi esclusivamente alla rete pubblica.

La disponibilità e l’affidabilità delle infrastrutture restano quindi un elemento determinante per l’esperienza d’uso.

Un percorso di maturazione tecnologica

Nonostante le criticità, le auto elettriche stanno evolvendo rapidamente. Le nuove batterie offrono densità energetiche superiori, ricariche più veloci e software di gestione sempre più raffinati.

È importante distinguere tra limiti strutturali e fase di transizione. L’autonomia oggi non è più un problema per l’uso urbano quotidiano, ma può rappresentare una variabile da considerare per chi percorre lunghe distanze regolarmente.

Il settore automotive sta investendo miliardi nello sviluppo di tecnologie più efficienti. Parallelamente, anche le infrastrutture stanno crescendo, seppur con ritmi diversi tra le varie regioni.

La sfida per il futuro sarà ridurre il divario tra autonomia dichiarata e reale, migliorare la rete di ricarica e rendere l’esperienza elettrica sempre più semplice e prevedibile. Solo così l’autonomia smetterà di essere percepita come un limite e diventerà un parametro gestibile, come lo è oggi il pieno di carburante.