Il range extender torna al centro del dibattito sulla mobilità elettrica: una tecnologia ibrida che promette di superare il limite più criticato delle auto elettriche, l’autonomia, senza rinunciare alla transizione energetica. Ma è davvero la soluzione giusta o solo un compromesso temporaneo?
Range extender: cos’è e perché se ne parla di nuovo
Il sistema di range extender (spesso definito anche EREV, Extended Range Electric Vehicle) è una soluzione tecnica che combina un’auto elettrica con un piccolo motore termico. A differenza delle ibride tradizionali, però, il motore a combustione non muove direttamente le ruote, ma funziona esclusivamente come generatore per ricaricare la batteria.
Il risultato è un’auto che si guida sempre in modalità elettrica, ma che può contare su una “riserva” energetica quando la batteria si scarica. Un approccio già visto in modelli come la BMW i3 REx, ma che oggi torna d’attualità grazie ai nuovi sviluppi tecnologici e alla crescente pressione sul tema autonomia.
Non è un caso che diversi costruttori, soprattutto asiatici, stiano rilanciando questa soluzione come alternativa concreta alle elettriche pure.