Il mercato automobilistico europeo guarda ancora una volta a Norvegia come a un laboratorio avanzato della mobilità del futuro. I numeri di marzo 2026 sono di quelli destinati a far discutere: il 98,4% delle nuove immatricolazioni riguarda veicoli elettrici a batteria (BEV), con appena 22 auto a benzina e 126 diesel vendute nell’intero mese. Una fotografia che non è più un’eccezione, ma l’anticipazione concreta di ciò che potrebbe accadere altrove nei prossimi anni.
Il dato più significativo, però, non è soltanto la percentuale record, ma la stabilità di un sistema che sembra ormai aver completato la propria transizione. Con circa 17.400 nuove auto elettriche immatricolate, il mercato norvegese dimostra che, in presenza di condizioni favorevoli, l’elettrico non è più una scelta alternativa, ma diventa la norma.
Un mercato che ritrova equilibrio dopo le oscillazioni
Dopo un inizio d’anno segnato da rallentamenti e dinamiche anomale, il mercato norvegese è tornato su livelli elevati. Il calo registrato a gennaio e la ripresa di febbraio erano stati influenzati da modifiche fiscali e anticipi di acquisto a fine 2025, una dinamica già osservata più volte negli ultimi anni.
Questo andamento “a fisarmonica” rappresenta una caratteristica strutturale del sistema norvegese: le variazioni normative producono picchi e flessioni temporanee, ma non cambiano la direzione di fondo. E la direzione è ormai chiara: la progressiva uscita di scena dei motori endotermici.
Nel 2025 la quota annuale delle auto elettriche aveva già raggiunto il 95,9%. Il risultato di marzo 2026 non è quindi un exploit isolato, ma la conferma di un mercato entrato in una fase di maturità.