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ADAS, sicurezza invisibile ma servono controlli e manutenzione

Gli ADAS, acronimo di Advanced Driver Assistance Systems, sono ormai fondamentali per la sicurezza delle automobili, ma la loro presenza a bordo non basta: radar, telecamere, sensori e software devono rimanere efficienti e correttamente calibrati per l’intera vita del veicolo. È il messaggio emerso da “La sicurezza invisibile: ADAS, manutenzione e cultura della prevenzione nell’era dell’auto intelligente”, appuntamento di Autopromotec - The Dialogues ospitato il 1° ottobre nella sede dell’Automobile Club d’Italia a Roma e introdotto da Alessandro Lago, direttore responsabile di Quattroruote.

L'On. Bignami apre il confronto sulla sicurezza

Ad aprire i lavori è intervenuto Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, che ha portato il saluto del Governo sottolineando l’attenzione delle istituzioni nei confronti del comparto automotive. Il confronto si è poi concentrato su un tema sempre più importante: gli ADAS assistono il conducente, ma non lo sostituiscono, e proprio la crescente fiducia riposta in queste tecnologie rende fondamentale garantirne l’efficienza nel tempo. 

ACI: rischio incidenti ridotto del 38%

 

A fornire i numeri è stata Alessandra Zinno, Direttore ACI per l’Educazione Stradale, la Mobilità e il Turismo. Secondo uno studio della Fondazione Filippo Caracciolo di ACI, un’auto con più di dieci anni ha oltre il doppio delle probabilità di essere coinvolta in un incidente rispetto a una vettura recente.

La presenza degli ADAS riduce invece il rischio globale di incidente del 38%, mentre la frenata automatica d’emergenza può diminuire i sinistri del 35% e i tamponamenti del 45%. ACI sta quindi rafforzando la formazione dedicata a questi dispositivi nei Centri di Guida Sicura di Vallelunga e Lainate e nelle autoscuole del network Ready2Go. 

Polizia Stradale: servono più dati

 

Mario Porretto, Commissario Capo Tecnico del Servizio Polizia Stradale, ha portato l’esperienza del Laboratorio Centrale Automotive Analytics and Forensics. Gli Event Data Recorder permettono già di acquisire informazioni sui secondi precedenti un urto e, nei sistemi più recenti, anche di verificare lo stato della frenata automatica.

Per ricostruire con maggiore precisione la dinamica di un incidente servirebbero però dati più completi e uniformi, relativi per esempio agli oggetti individuati dall’auto, alle distanze, alle velocità relative, alle condizioni dei sensori e alle richieste inviate dal sistema al veicolo. 

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