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Luka EV, l'elettrica vintage alla fiera dell'Est

Nel secolo breve, è stata la Trabant a incarnare nell'immaginario collettivo la mobilità di massa a Est. Il prodotto simbolo. Dalla Repubblica Ceca, oggi, arriva una proposta elettrica. Quella di MW Motors che, con Luka EV, assicura d'aver pronto un prodotto destinato alla commercializzazione. Non un concept, ma una concreta elettrica dalle dimensioni di un'utilitaria, 4,05 metri per 2,30 di passo, con lo stile che richiama il passato. Ecco, non le forme squadrate in Duroplast della Trabant, piuttosto, una vaga ispirazione a Volkswagen Karmann Ghia, ben più elegante coupè degli anni tra i Cinquanta e i Settanta.

Sotto le forme ottenute con pannelli in polimeri di plastica rinforzata si cela un telaio in alluminio. E una novità che, rivendica MW Motors, costituisce una prima mondiale nella produzione in serie (Luka EV è omologata autoveicolo M1 ed è in attesa di comunicare i risultati dei crash test e la commercializzazione): l'adozione di quattro motori elettrici, installati nel mozzo ruota. Motori del tipo senza spazzole, un vantaggio per efficienza e ingombri, complessivamente sono in grado di generare una potenza di sistema pari a 66 cavalli, quanto basta per raggiungere i 146 km/h e accelerare nel dignitoso crono di 9”6 da zero a cento orari.

L'impiego di alluminio e materiali compositi, insieme alle dimensioni compatte, permette di limitare il peso a 815 kg. Leggerezza che si traduce, indirettamente, in un'autonomia di marcia favorevole, pur con un pacco batterie da appena 21,9 kWh: 300 km con una singola carica, secondo stile del costruttore, in un'ora è possibile ricaricare l'80% della capacità delle batterie. Autonomia sufficiente per coprire il tragitto Praga-Vienna, in linea del tutto teorica.

Due porte e due posti, se i tocchi di modernità all'esterno sono nei cerchi in lega, nei fari a led e xeno, all'interno è la fibra di carbonio a completare la plancia rivestita in pelle, come i sedili. Non manca l'infotainment, un pannello touchscreen al centro è completato dalla strumentazione digitale. Ovviamente superfluo il cambio, sul tunnel è presente un selettore a rotella che converte tra le modalità Drive, folle e retro.