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Porsche Type 64, l'asta è un flop

“Eh, va beh, ma l’italiano è una lingua maledetta…”. Lo diceva Paolo Villaggio, in “Fantozzi, il ritorno” in un esilarante dialogo con la signorina Silvani.

Nella nostra lingua, spesso basta cambiare una vocale, una lettera, per stravolgere il significato di una parola… Ma anche l’inglese non scherza, perché un banale errore di pronuncia ha mandato a monte un'asta alla Montery Car Week.

L'ultima rimasta

E non un’asta qualunque. All’incanto c’era la Porsche Type 64, non proprio la “prima” vera Porsche, perché realizzata da Ferdinand quando ancora lavorava per Volkswagen, ma la vettura che avrebbe poi portato la sua meccanica alla celebre 356.

Una macchina con un carico di storia incredibile, l’ultima rimasta delle 3 realizzate: tanto basta per essere un ambìto oggetto dai collezionisti.

Problema di pronuncia

E invece, durante l’asta di Sotheby’s il caos, generato dal banditore a causa della sua pronuncia del prezzo di vendita. L’asta partiva da 13 milioni, ma il “thirteen” era un po’ troppo simile al “thirty”, cioè 30. Stessa ambiguità ripetutasi per i successivi rilanci a 15 milioni, diventati 50, e 17 pronunciati come 70.

Ad aumentare la confusione, i prezzi corretti pubblicati sul tabellone luminoso dagli organizzatori, ma che hanno solo generato il malcontento e i fischi in sala del pubblico.

Risultato finale? Auto invenduta, nemmeno al prezzo di riserva.