La robotica AI entra in una nuova fase e Hyundai Motor Group sceglie il palco globale del CES 2026 per raccontare una visione che va oltre la tecnologia fine a sé stessa. La keyword principale è chiara e arriva subito: robotica basata su AI incentrata sull’uomo. È questo il cuore della strategia presentata dal Gruppo, una roadmap che guarda al mondo reale, alla fabbrica, alla logistica, fino alla vita quotidiana, con l’obiettivo di costruire un ecosistema dove uomini e robot collaborano in modo sicuro, efficace e sostenibile.
Il tema scelto per questa edizione del CES, «Partnering Human Progress», rappresenta l’evoluzione naturale del concetto «Expanding Human Reach» lanciato nel 2022. Se allora l’attenzione era rivolta soprattutto all’hardware, oggi il focus si sposta sull’intelligenza artificiale fisica, ovvero sull’integrazione tra software avanzato, dati reali e macchine capaci di operare autonomamente negli ambienti umani.
Robotica AI incentrata sull’uomo: la visione di Hyundai Motor Group
Al centro della strategia di Hyundai Motor Group c’è un principio preciso: la tecnologia deve amplificare il potenziale umano, non sostituirlo. La robotica AI viene concepita come uno strumento di supporto, capace di alleggerire l’uomo dai compiti più gravosi, ripetitivi o pericolosi, lasciando alle persone il controllo, la supervisione e la capacità decisionale.
Questo approccio prende forma attraverso tre livelli di collaborazione considerati complementari. Il primo riguarda il rapporto diretto tra esseri umani e robot, a partire dagli ambienti produttivi. Il secondo coinvolge la rete industriale del Gruppo e Boston Dynamics, con cui Hyundai sta costruendo una catena del valore completa per la robotica AI. Il terzo livello guarda invece alle partnership con i grandi protagonisti globali dell’intelligenza artificiale, per accelerare l’innovazione e rendere scalabile questa visione.
La posta in gioco è alta: Hyundai punta a diventare un riferimento mondiale nell’AI fisica, un ambito che include robotica, fabbriche intelligenti e guida autonoma, sfruttando una delle più ampie catene del valore industriali oggi disponibili nel settore automotive.
Atlas di Boston Dynamics: l’umanoide entra in fabbrica
Uno dei momenti più significativi del CES 2026 è stata la presentazione della versione commerciale del nuovo Atlas, l’umanoide sviluppato da Boston Dynamics e destinato a diventare il simbolo di questa nuova fase industriale. Atlas non è un concept futuristico, ma un robot progettato per lavorare davvero negli stabilimenti produttivi.
Con 56 gradi di libertà, mani a misura d’uomo dotate di sensori tattili e giunti completamente rotanti, Atlas è pensato per muoversi negli stessi spazi progettati per le persone. Può sollevare fino a 50 kg, operare in autonomia fin dal primo giorno, sostituire automaticamente la batteria e lavorare in ambienti industriali complessi, anche in condizioni difficili.
La sua introduzione nei siti di Hyundai Motor Group seguirà una roadmap precisa. Dal 2028 Atlas verrà impiegato per attività di sequenziamento dei componenti presso lo Hyundai Motor Group Metaplant America in Georgia, per poi estendersi progressivamente a operazioni di assemblaggio e manutenzione entro il 2030. L’obiettivo è ridurre il carico fisico sui lavoratori, aumentare sicurezza e qualità e creare un modello di fabbrica realmente human-centered.
Dalla fabbrica al servizio: la catena del valore della robotica AI
Per rendere tutto questo possibile, Hyundai sta costruendo una catena del valore End-to-End dedicata alla robotica AI, coinvolgendo tutte le principali affiliate del Gruppo. Hyundai e Kia mettono a disposizione infrastrutture produttive e dati su larga scala, Hyundai Mobis sviluppa componenti chiave e attuatori ad alte prestazioni, Hyundai Glovis ottimizza la logistica globale.
Un ruolo chiave è affidato alla Software-Defined Factory, un modello produttivo basato sui dati che consente ai robot di apprendere direttamente dai processi reali. A questo si affianca il Robot Metaplant Application Center (RMAC), destinato a diventare il centro nevralgico per l’addestramento e la validazione dei robot Atlas, con apertura prevista negli Stati Uniti.
In parallelo, il Gruppo rafforza le collaborazioni strategiche con player tecnologici come NVIDIA, per sfruttare infrastrutture AI, simulazioni avanzate e framework dedicati all’intelligenza artificiale fisica. L’obiettivo dichiarato è arrivare, entro il 2028, a una capacità produttiva di 30.000 robot all’anno, portando la robotica su scala industriale.
Oltre l’automotive: servizi, AI fisica e partnership globali
La strategia di Hyundai non si ferma alla produzione. Centrale è il modello Robot-as-a-Service (RaaS), che trasforma i robot in un servizio in abbonamento, riducendo i costi iniziali per le aziende e garantendo aggiornamenti software continui, manutenzione e monitoraggio remoto. Un modello già adottato da grandi gruppi internazionali e destinato a espandersi ben oltre il settore automotive.
A rafforzare ulteriormente l’ecosistema contribuisce la collaborazione tra Boston Dynamics e Google DeepMind, pensata per accelerare lo sviluppo degli umanoidi di nuova generazione grazie all’integrazione tra robotica avanzata e modelli di intelligenza artificiale generativa.
Il messaggio che arriva dal CES 2026 è chiaro: la robotica AI non è più una promessa lontana, ma una leva industriale concreta. Hyundai Motor Group sceglie di affrontare questa trasformazione difendendo il valore del lavoro umano, puntando su sicurezza, collaborazione e creazione di nuove competenze. Una posizione che, senza forzature ideologiche, invita a riflettere su come l’innovazione possa davvero diventare un alleato del progresso, e non una sua minaccia.