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Toyota Celica, il ritorno è dietro l'angolo: com'è cambiata in 35 anni di storia

Toyota Celica sta per tornare e gli indizi arrivano dal mondo dei rally, dove la squadra corse Gazoo Racing sta sviluppando il progetto che correrà dal campionato 2027. Avrà sempre uno stile coupé e le caratteristiche della versione stradale, necessaria per omologare la vettura da rally, potrebbero svelare una sportiva ibrida. Secondo i rumours, non è del tutto da escludere la possibilità di un motore termico puro, un nuovo 2 litri turbo più efficiente dell'1.6 litri turbo impeigato dalla Yaris GR.

La trasformazione che ha fatto la storia

La storia della Celica, perlomeno in Europa e in Italia, ha vissuto i momenti più alti a partire dalla quarta generazione, lanciata nel 1985. La popolarità di quel modello fu alimentata, anche allora, dalla partecipazione al mondiale rally. In realtà, nel 1985 Celica poteva contare già su 15 anni di presenza sui mercati globali, avendo esordito la prima serie nel 1970. Era una vettura pensata per rimpiazzare la Toyota 2000 GT e rispondere in qualche modo alle pony car statunitensi.

Nel 1973 troverà le proporzioni di carrozzeria che la accompagneranno fino al 2005, anno dell’uscita di scena con la settima generazione. Nasce nei primi anni Settanta l'idea di liftback, una carrozzeria coupé tre porte dotata del portellone.

Il primo milione di esemplari

Nel 1977, in soli 7 anni dal debutto, di Celica ne erano state prodotte già 1 milione di esemplari in tutto il mondo. Nata e prodotta in Giappone, Celioca è stata commercializzata anche in Australia, negli USA e in Europa e quando la produzione della settima generazione terminerà nel 2005, Toyota conterà 4 milioni e 129 mila Celica prodotte in 35 anni.

Celica MK IV: un'altra grande novità

Il 1985 segnerà un altro grande cambiamento, perché la trazione da posteriore diventerà anteriore e le forme della carrozzeria assumeranno sempre più la sportività tipica di una coupé slanciata. L’offerta di motori continuerà a basarsi intorno alle cilindrate 1.6 e 2 litri, che su Celica quarta serie avranno, in Italia, potenze di 87 e 125 cavalli con cilindrata 1.6 litri, 2.0 152 cavalli e 2.0 Turbo 193 cavalli. Quest’ultima darà la GT-Four, ovvero, dotata delle quattro ruote motrici e modello sul quale Toyota omologherà la versione impegnata nei rally.

La Celica del mondiale di Sainz

Dalle corse si svilupperà l’aura della Celica, che sarà massima con la quinta e sesta generazione, introdotte nel 1989 e nel 1993. La piattaforma della quinta serie sarà un’evoluzione della precedente e lo stile conserverà i fari anteriori a scomparsa.

In Italia verrà commercializzata con il millesei da 103 cavalli, il 2 litri da 158 cavalli e il 2 litri Turbo da 200 e 230 cavalli, quest’ultima motorizzazione prevista sull’edizione celebrativa del mondiale vinto da Carlos Sainz nel 1992. Erano gli anni delle sfide tra Toyota Celica, Lancia Delta, Ford Sierra Cosworth nel nel Gruppo A del mondiale rally e i successi sportivi alimentavano le vendite.

Celica Mark VI: i quattro fari

Il successo proseguirà nel 1993 con la sesta generazione, quando Toyota darà forma alla Celica, forse, tra tutte più iconica tra tutte. Lo “squaletto”, per il cambio radicale del frontale, abbandonò i fari a scomparsa che appartenevano ormai a un'idea di stile molto anni Settanta-Ottanta, per sposare i quattro fari ovali, su un muso slanciato e alcuni richiami alla Supra.

La versione più prestazionale a essere commercializzata in Europa sarà la GT-Four 2 litri turbo da 239 cavalli, su un corpo vettura ben 90 kg più leggero rispetto al passato. Il punto più alto di quel progetto arrivò a toccare i 258 cavalli e accelerare in 6”3 da 0 a 100 orari.

Il canto del cigno nel 1999

Nel 1997 chiuderà un’era iniziata nel 1989 per le scelte di stile. Il 1999 svelerà tutta un’altra coupé, sia sul design, caratterizzato da spigoli e linee nette, che sulla piattaforma alleggerita fino a toccare appena 1.090 kg.

La trazione anteriore rimarrà l’unica opzione disponibile e i motori abbandoneranno il turbo. L’1.8 aspirato venne proposto nella versione da 142 cavalli e, su Celica TS, nello step 192 cavalli. Motore quest’ultimo finito anche sulla Lotus Elise II serie dal 2001. Nel 2005 arriverà al capolinea la storia della Celica, una sportività nel formato di coupé compatta che Toyota riprenderà con la GT86 nel 2013.