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Strategia del riciclo in Casa Opel

Dall’inizio alla fine il ciclo è virtuoso. Ridurre le emissioni nocive in marcia è un dovere, ma bisogna partire dalla fonte. Una tattica consolidata dalla parti di Opel che realizza un vero e proprio piano aziendale interamente dedicato al riciclo. Un modus operandi utile ad inquinare meno, ma intrinsecamente anche a spendere meno. Così le dinamiche aziendali della Casa tedesca non riguardano solo ed esclusivamente la produzione sulle linee di montaggio, ma coinvolgono direttamente anche i fornitori. Ma bisogna andare un passo alla volta per poter realizzare un circolo altamente virtuoso come quello introdotto da Opel. In primis tutta la parte di progettazione è orientata proprio al riciclo.

Una fase in cui sono determinanti gli studi circa l’eventuale ciclo di vita di un nuovo modello e naturalmente la scelta dei materiali. Scelta che tende ad evitare quegli elementi considerati critici nel loro impiego. Anche perché già nelle fasi della produzione vengono adoperati materiali riciclati. Sono infatti stati definiti e approvati oltre 130 tipi di plastiche riciclate. Ovviamente questa tipologia di elemento rispetta due requisiti fondamentali: devono vantare le medesime specifiche tecniche di un “pezzo” nuovo, ma al contempo devono costare di meno. Quindi la qualità non cambia, mentre il risparmio rappresenta un valore aggiunto. Tant’è che oggi i materiali riciclati non vengono più utilizzati solamente per le parti nascoste, ma anche per quelle visibili. Le fasi di progettazione però, non contemplano il ciclo di vita di un nuovo veicolo solo dall’inizio, perché riguardano anche la fine.

Così le ultime generazioni di Opel, quando vengono rottamate presso un demolitore convenzionato, consentono il recupero dell'85% del mezzo. Una valore che elide notevolmente i residui restanti destinati allo smaltimento, assicurando un contributo di emissioni nocive ridotto ai minimi termini.