A Monaco, nell'ex cuore pulsante della produzione automobilistica europea, Xpeng ha lanciato la L03, con un debutto simultaneo sul mercato di 64 paesi di tutto il mondo, cosa mai fatta prima dalla Casa. Luogo e modi che sono una dichiarazione d'intenti di un'azienda che vuole smettere di essere "un brand cinese in espansione" e diventare un player realmente globale. Come? Mettendo in mostra un Suv Coupé di segmento C, che punta a volumi di vendita importanti, offrendo a un prezzo accessibile il meglio della tecnologia XPeng: il chip Touring, il cevello a intelligenza artificiale che muove i robot umanoidi IRON, i robotaxi e anche i prototipi delle auto volanti del Gruppo.
Stile e aerodinamica della L03
Il design è stato sviluppato sotto la guida di JuanMa Lopez, ex capo del design degli esterni di Ferrari, oggi alla testa di un team internazionale che ha applicato alla L03 la filosofia "Vital Flow", pensata per catturare energia e movimento in una carrozzeria. Il risultato rompe con l'omologazione tipica del segmento Suv: corpo vettura dall'aspetto piazzato e filante, proporzioni da coupé, silhouette fastback, vetri senza telaio, e maniglie semi-incassate a filo carrozzeria. Forme sinuose che dietro hanno un profondo studio aerodinamico, tale da fermare il cx a 0,228, valore che secondo i tecnici di Xpeng si traduce in fino a 47,5 km di autonomia in più rispetto alle precendete corso stilistico del brand. A uno sguardo più approfondito, però, saltano all'occhio evidenti "citazioni" a punti di riferimento consolidati nel settore. I fari, la "X" del logo della Casa scomposta, ricordano quanto da tempo fa Volvo, mentre la visione di tre quarti e del posteriore, tradisce ispirazioni tra Macan e Tesla Model Y.
In un auto che deve piacere in più mercati è quasi logico trovare forme comuni, riconoscibili e rassicuranti, il rovescio della medaglia è però perdere qualcosa in originalità e carattere. Sul design, però, valgono solo i giudizi soggettivi, sarà il pubblico a dire se e quanto piace.