C'era una volta la promessa di un futuro in cui avremmo lasciato l'auto in garage, girato in monopattino elettrico, prenotato un'auto condivisa con un tap sullo smartphone e comprato il prossimo veicolo comodamente dal divano. Era una visione seducente, raccontata con entusiasmo per oltre un decennio da startup, governi e grandi case automobilistiche. Peccato che la realtà abbia deciso di andare in tutt'altra direzione.
Lo certifica con numeri impietosi la nuova ricerca "Il futuro sbagliato della mobilità", realizzata da ANIASA e Bain & Company e presentata il 5 maggio 2026 a Milano. Un'analisi che, al netto dei proclami, fotografa un settore in piena crisi di accessibilità economica, con una transizione energetica fragile e una mobilità alternativa ancora lontanissima dall'essere di massa.