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Veicoli fuori uso, la rivoluzione che cambia il destino dell’auto

Un’auto rottamata non è più soltanto un costo da gestire o un insieme di materiali da smaltire. Per l’Europa deve diventare una riserva di materie prime, componenti e valore industriale. È il punto di partenza emerso a Milano durante «ELV Revolution: quando la fine diventa un nuovo inizio», primo appuntamento degli Autopromotec Dialogues ospitato da Automobile Club Milano.

Il tema riguarda i cosiddetti veicoli fuori uso, indicati con la sigla ELV, End-of-Life Vehicles: automobili, furgoni e altri mezzi arrivati alla fine della loro vita su strada. Fino a pochi anni fa il loro destino veniva raccontato quasi esclusivamente in termini di demolizione. Ora l’obiettivo è più ampio: recuperare ciò che può ancora servire, reimmetterlo nell’economia e ridurre la dipendenza europea dalle importazioni di materie prime.

Il regolamento europeo cambia la prospettiva

Il nuovo regolamento Ue sulla circolarità dei veicoli e sulla gestione degli ELV è destinato a sostituire le precedenti direttive europee sul fine vita. Il percorso legislativo europeo prevede l’applicazione delle nuove regole due anni dopo l’entrata in vigore, una volta completati gli ultimi passaggi istituzionali.

L’idea alla base della norma è semplice: un’automobile deve essere progettata fin dall’inizio pensando anche a ciò che accadrà quando non potrà più circolare. Questo significa veicoli più facili da smontare, componenti più accessibili, materiali riconoscibili e parti che possano essere riutilizzate o riciclate senza operazioni troppo complesse.

Non è quindi una regola che riguarda soltanto gli autodemolitori. Coinvolge costruttori, fornitori, officine, carrozzerie, noleggiatori, assicurazioni e aziende dell’aftermarket.